Striscio di sangue periferico: guida per l’SSM
5 Ottobre 2026 · admin
Lo striscio di sangue periferico è l’esame morfologico che permette di osservare al microscopio le cellule del sangue così come circolano: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. In un’epoca dominata dagli analizzatori automatici può sembrare un esame d’altri tempi, ma resta insostituibile ogni volta che i numeri non bastano: una schistocitosi in una microangiopatia trombotica, i blasti di una leucemia acuta, gli sferociti di un’anemia emolitica, gli aggregati piastrinici di una falsa piastrinopenia. Al Concorso SSM le immagini e le descrizioni morfologiche sono un terreno classico di domande, e conoscere il significato delle principali alterazioni fa guadagnare punti facili.
Che cos’è lo striscio di sangue periferico
Lo striscio si allestisce depositando una piccola goccia di sangue, prelevato in EDTA o da puntura capillare, su un vetrino e distendendola con un secondo vetrino inclinato, in modo da ottenere un film sottile che si assottiglia progressivamente verso il bordo. Dopo l’essiccamento il preparato viene fissato e colorato, di solito con le colorazioni di tipo Romanowsky come May-Grünwald-Giemsa o Wright, che distinguono in modo netto il nucleo, il citoplasma e i granuli.
La lettura si esegue nella zona in cui le cellule sono distribuite in un solo strato, senza sovrapposizioni ma senza essere troppo distanziate. L’osservatore valuta la morfologia eritrocitaria, esegue la formula leucocitaria su un numero standard di cellule, stima il numero e l’aspetto delle piastrine e ricerca elementi anomali: cellule immature, parassiti, inclusioni. Oggi molti laboratori utilizzano sistemi di morfologia digitale che preclassificano le cellule, ma la validazione finale resta dell’operatore esperto.
Principio dell’esame e rapporto con l’emocromo
L’emocromo automatico misura con precisione numeri e indici medi, ma non vede la forma delle singole cellule. Un MCV normale può nascondere una popolazione doppia di microciti e macrociti; un numero di leucociti normale può contenere blasti; una piastrinopenia può essere un artefatto. Lo striscio colma questi vuoti, ed è per questo che gli strumenti stessi segnalano, con allarmi e flag, i campioni che richiedono la revisione al microscopio.
L’esame ha anche un valore indipendente: alcune diagnosi si fanno quasi esclusivamente sullo striscio, come la malaria, in cui si osservano i parassiti all’interno degli eritrociti, o la leucemia promielocitica acuta, sospettata davanti ai promielociti ricchi di granuli e ai corpi di Auer multipli.
Quando si richiede lo striscio di sangue periferico
Lo striscio si esegue quando l’emocromo mostra anomalie non spiegate o allarmi strumentali, in presenza di anemia di cui si vuole precisare il meccanismo, di sospetta emolisi, di citopenie singole o combinate, di leucocitosi marcata o con formula anomala, di piastrinopenia isolata da confermare, di linfocitosi persistente, di febbre al rientro da aree endemiche per malaria, di splenomegalia o adenopatie di natura da chiarire. È inoltre un esame cardine nel sospetto di microangiopatia trombotica, dove la presenza di schistociti cambia la gestione in poche ore.
Come si interpreta: la serie rossa
La morfologia eritrocitaria si descrive per dimensione, colore, forma e inclusioni. L’anisocitosi indica variabilità di dimensione, la poichilocitosi variabilità di forma, l’ipocromia un aumento dell’area centrale pallida tipico della carenza di ferro. Le forme principali hanno un significato preciso. Gli sferociti, piccoli e senza pallore centrale, si osservano nella sferocitosi ereditaria e nelle anemie emolitiche autoimmuni a anticorpi caldi. Gli schistociti, frammenti eritrocitari a elmetto o triangolari, sono il segno dell’emolisi meccanica e microangiopatica. Le cellule a bersaglio compaiono nelle talassemie, nelle emoglobinopatie, nelle epatopatie e dopo splenectomia. Le cellule a goccia, o dacriociti, suggeriscono una fibrosi o un’infiltrazione midollare. Le cellule falciformi definiscono la drepanocitosi. Gli ellissociti caratterizzano l’ellissocitosi ereditaria e, in forma allungata a matita, la carenza di ferro. Gli acantociti si osservano nelle epatopatie gravi e nell’abetalipoproteinemia, gli echinociti nell’uremia e come artefatto.
Le inclusioni completano il quadro: i corpi di Howell-Jolly, residui nucleari, indicano iposplenismo o asplenia; la punteggiatura basofila si osserva nell’intossicazione da piombo e nelle talassemie; i corpi di Heinz, visibili con colorazioni sopravitali, sono tipici del deficit di G6PD; il rouleaux, impilamento degli eritrociti, compare nelle iperproteinemie come il mieloma multiplo. La policromasia, cioè la presenza di eritrociti bluastri, riflette un aumento dei reticolociti e quindi una risposta midollare attiva.
Serie bianca e piastrine
Per la serie bianca lo striscio permette di contare le diverse popolazioni e, soprattutto, di riconoscere le anomalie qualitative. I neutrofili ipersegmentati, con cinque o più lobi, sono un segno precoce di anemia megaloblastica. I neutrofili ipogranulari e con nucleo bilobato (pseudo-Pelger) suggeriscono una mielodisplasia. La granulazione tossica e i corpi di Döhle accompagnano le infezioni batteriche gravi. La comparsa di forme immature, metamielociti e mielociti, insieme a eritroblasti, descrive la reazione leucoeritroblastica tipica dell’infiltrazione midollare. I blasti con corpi di Auer orientano verso una leucemia mieloide acuta. I linfociti maturi piccoli con ombre nucleari di Gumprecht sono tipici della leucemia linfatica cronica, i linfociti attivati e reattivi della mononucleosi infettiva.
Per le piastrine lo striscio conferma o smentisce il numero fornito dall’analizzatore, rivela gli aggregati della pseudotrombocitopenia da EDTA e mostra le macropiastrine delle forme congenite e del consumo periferico.
Cause di alterazione e diagnosi differenziale
Lo striscio aiuta soprattutto nel ragionamento sulle anemie. Un’anemia con schistociti, piastrinopenia, LDH elevato e aptoglobina bassa indica una microangiopatia trombotica: porpora trombotica trombocitopenica, sindrome emolitico-uremica, coagulazione intravascolare disseminata, sindrome HELLP, ipertensione maligna. Un’anemia con sferociti richiede il test di Coombs per distinguere la forma autoimmune dalla sferocitosi ereditaria. Un’anemia macrocitica con neutrofili ipersegmentati orienta alla carenza di vitamina B12 o folati, mentre la macrocitosi con displasia trilineare orienta verso le sindromi mielodisplastiche. Un quadro leucoeritroblastico con dacriociti suggerisce la mielofibrosi o un’infiltrazione neoplastica del midollo, e porta alla biopsia osteomidollare.
Anche le leucocitosi si chiariscono così: una neutrofilia con granulazione tossica e spostamento a sinistra è tipica delle infezioni; una leucocitosi con tutte le forme della maturazione mieloide e basofilia orienta verso la leucemia mieloide cronica; una linfocitosi monomorfa di piccoli linfociti in un anziano verso la leucemia linfatica cronica.
Errori tipici nella lettura dello striscio
Il primo errore è leggere il preparato nella zona sbagliata: nelle aree spesse gli eritrociti si sovrappongono e simulano rouleaux, in quelle troppo sottili perdono il pallore centrale e sembrano sferociti. Il secondo è un ritardo nell’allestimento: il sangue conservato a lungo in EDTA produce echinociti e alterazioni dei leucociti. Il terzo è affidarsi solo alla formula automatica in presenza di flag strumentali. Il quarto, clinicamente pericoloso, è non richiedere lo striscio davanti a una piastrinopenia con anemia: perdere gli schistociti significa ritardare il trattamento di una porpora trombotica trombocitopenica.
Come cade lo striscio di sangue periferico al concorso
Al Concorso SSM lo striscio di sangue periferico compare in due forme: come descrizione testuale («allo striscio si osservano…») e come associazione diretta fra reperto e malattia. Le coppie più richieste sono schistociti e microangiopatia, sferociti e sferocitosi o emolisi autoimmune, corpi di Howell-Jolly e asplenia, punteggiatura basofila e saturnismo, corpi di Auer e leucemia mieloide acuta, ombre di Gumprecht e leucemia linfatica cronica, neutrofili ipersegmentati e carenza di B12, dacriociti e mielofibrosi, rouleaux e mieloma, cellule a bersaglio e talassemia.
Il modo migliore per fissare questi abbinamenti è vederli applicati a casi clinici. Le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia propongono quesiti in cui lo striscio è la chiave della risposta, con la spiegazione del perché le altre opzioni non reggono. In parallelo conviene ripassare la classificazione delle anemie, che è il quadro concettuale in cui la maggior parte di questi reperti trova posto.
In sintesi
Lo striscio di sangue periferico è l’esame morfologico che completa l’emocromo: rivela forme eritrocitarie, inclusioni, cellule immature e artefatti che gli analizzatori non vedono. Va richiesto davanti a citopenie inspiegate, sospetta emolisi, leucocitosi anomale, piastrinopenie da confermare e febbre al rientro da aree malariche. Ogni reperto ha un significato preciso, dagli schistociti delle microangiopatie ai blasti delle leucemie acute. Al concorso vince chi ha memorizzato le associazioni fondamentali e sa collocarle in un caso clinico.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
