Breath test: urea, lattosio e SIBO per l’SSM
5 Ottobre 2026 · admin
Il breath test, o test del respiro, è un esame non invasivo che misura nell’aria espirata gas prodotti dal metabolismo di un substrato somministrato per bocca. Con lo stesso principio si studiano condizioni molto diverse: l’infezione da Helicobacter pylori con l’urea marcata, il malassorbimento di lattosio e di altri zuccheri, la sovracrescita batterica del piccolo intestino. Per il Concorso SSM è un argomento in cui si intrecciano fisiologia, microbiologia e gastroenterologia clinica, e i quesiti puntano soprattutto sul principio del test, sulle condizioni che lo falsano e sulla corretta indicazione.
Che cos’è il breath test
Con il termine breath test si indicano più esami che condividono la stessa logica. Il paziente assume un substrato specifico; se nel suo apparato digerente è presente un enzima o una popolazione batterica in grado di metabolizzarlo, si producono gas (anidride carbonica, idrogeno, metano) che vengono assorbiti, raggiungono i polmoni ed escono con il respiro. Campioni di aria espirata raccolti prima e dopo l’assunzione permettono di misurare la variazione di questi gas e di dedurre che cosa è avvenuto nell’intestino.
Esistono quindi due grandi famiglie. I breath test all’urea marcata con un isotopo del carbonio, di solito il carbonio 13 non radioattivo, che si usano per l’Helicobacter pylori. I breath test all’idrogeno e al metano, che si usano per il malassorbimento degli zuccheri e per la sovracrescita batterica. Esistono anche test con substrati marcati per lo studio dello svuotamento gastrico e della funzione pancreatica, meno diffusi nella pratica.
Principio del breath test all’urea
L’Helicobacter pylori produce in abbondanza l’enzima ureasi, che gli consente di sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco scindendo l’urea in ammoniaca e anidride carbonica. Se il paziente beve una soluzione di urea marcata e nello stomaco è presente il batterio, l’ureasi libera anidride carbonica marcata che viene assorbita e compare nell’espirato. Confrontando il rapporto fra isotopi prima e dopo l’assunzione si ottiene un risultato positivo o negativo.
Il test è considerato il metodo non invasivo di riferimento per la diagnosi di infezione attiva e, soprattutto, per la verifica dell’eradicazione dopo la terapia. A differenza della sierologia, che resta positiva a lungo anche dopo la guarigione, il breath test all’urea rileva solo l’infezione in atto. Le alternative non invasive sono la ricerca dell’antigene fecale; le metodiche invasive richiedono la gastroscopia con biopsie per l’istologia, il test rapido all’ureasi e la coltura. Per un quadro completo dell’infezione conviene ripassare la scheda su Helicobacter pylori.
Principio del breath test all’idrogeno
Le cellule umane non producono idrogeno: tutto l’idrogeno espirato deriva dalla fermentazione batterica dei carboidrati. In condizioni normali uno zucchero come il lattosio viene scisso dalla lattasi dell’orletto a spazzola e assorbito nel tenue, senza raggiungere il colon. Se la lattasi è carente, il lattosio arriva nel colon, dove la flora batterica lo fermenta producendo idrogeno, acidi grassi a catena corta e altri gas. Una parte dell’idrogeno viene assorbita ed eliminata con il respiro: un aumento significativo dopo il carico indica che lo zucchero non è stato assorbito nel tenue.
Nella sovracrescita batterica del piccolo intestino, invece, i batteri sono presenti in numero eccessivo già nel tenue. Somministrando glucosio o lattulosio si osserva un aumento precoce dell’idrogeno, prima che il substrato possa raggiungere il colon. Alcuni pazienti hanno una flora metanogena che converte l’idrogeno in metano: per non perdere questi casi si misurano entrambi i gas.
Quando si richiede il breath test
Il breath test all’urea si richiede per la diagnosi di infezione da Helicobacter pylori nei pazienti giovani con dispepsia senza segni d’allarme, nella strategia nota come test and treat, e per la conferma dell’eradicazione dopo la terapia, che va sempre verificata. Nei pazienti più anziani o con segni d’allarme (calo di peso, disfagia, anemia, vomito, sanguinamento) si procede invece direttamente con la gastroscopia, che consente anche di escludere un’ulcera peptica complicata o una neoplasia.
Il breath test all’idrogeno con lattosio si richiede nel sospetto di intolleranza al lattosio: gonfiore, meteorismo, dolore addominale e diarrea dopo l’assunzione di latte e derivati. Il test con glucosio o lattulosio si richiede nel sospetto di sovracrescita batterica, tipica dei pazienti con alterazioni anatomiche (anse cieche, esiti chirurgici, diverticoli del tenue), disturbi della motilità (sclerodermia, neuropatia diabetica), ridotta secrezione acida e condizioni di malassorbimento.
Come si interpreta il breath test
Nel test all’urea il risultato è di tipo dicotomico, positivo o negativo, in base a una soglia di variazione isotopica stabilita dal produttore. Un risultato positivo indica un’infezione attiva; un risultato negativo, eseguito correttamente, la esclude con buona affidabilità.
Nei test all’idrogeno si valuta l’andamento della curva nel tempo. Un aumento significativo e tardivo dopo lattosio, accompagnato dalla comparsa dei sintomi durante l’esame, indica malassorbimento di lattosio; la diagnosi di intolleranza richiede che il malassorbimento sia associato ai sintomi. Un aumento precoce dopo glucosio o lattulosio suggerisce una sovracrescita batterica. I criteri numerici di positività sono definiti da documenti di consenso e variano fra protocolli, per cui il referto va letto con i riferimenti del laboratorio. Un valore basale già elevato fa sospettare una preparazione non corretta.
Cause di falsi risultati del breath test
Il test all’urea dà falsi negativi quando la carica batterica è ridotta da farmaci: antibiotici e sali di bismuto nelle settimane precedenti, inibitori di pompa protonica nei giorni precedenti. Per questo prima dell’esame vanno sospesi secondo i tempi indicati dal laboratorio, e la verifica dell’eradicazione si esegue a distanza adeguata dalla fine della terapia. Anche un sanguinamento gastrico recente e la gastrite atrofica estesa possono ridurre la sensibilità. Falsi positivi sono rari e legati alla presenza di altri batteri ureasi-produttori.
Nei test all’idrogeno i falsi negativi derivano dalla flora non produttrice di idrogeno o metanogena, da recenti terapie antibiotiche, da colonscopia o preparazione intestinale recenti, da accelerato transito. I falsi positivi derivano da una dieta non rispettata il giorno prima, dal fumo, dall’attività fisica durante l’esame, da una cattiva igiene orale e, nel test con lattulosio, da un transito orocecale rapido che porta il substrato nel colon precocemente e simula una sovracrescita.
Diagnosi differenziale e come cade il breath test al concorso
Nei quesiti del Concorso SSM il breath test compare in tre scenari principali. Il primo è il giovane con dispepsia senza segni d’allarme: la risposta corretta è il test non invasivo per Helicobacter pylori, breath test all’urea o antigene fecale, non la sierologia. Il secondo è il paziente trattato per Helicobacter: per verificare l’eradicazione si usa il breath test, rispettando la sospensione degli inibitori di pompa. Il terzo è il paziente con gonfiore e diarrea dopo latticini: il breath test al lattosio, con la consapevolezza che l’ipolattasia secondaria può accompagnare la celiachia e le enteriti, per cui va esclusa una causa organica sottostante.
Le domande di diagnosi differenziale chiedono di distinguere l’intolleranza al lattosio dalla sindrome dell’intestino irritabile, dalla celiachia e dalle malattie infiammatorie croniche intestinali, oppure di riconoscere la sovracrescita batterica in un paziente con sclerodermia o con esiti di chirurgia gastrica e carenza di vitamina B12. Per allenarsi a scegliere il test giusto nel contesto giusto sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni opzione sbagliata viene spiegata.
Fra gli errori tipici da evitare: proporre la sierologia per verificare l’eradicazione, eseguire il test in corso di terapia con inibitori di pompa, interpretare un breath test al lattosio positivo come diagnosi di intolleranza in assenza di sintomi, dimenticare che una sovracrescita può essere la conseguenza di una malattia di base da cercare.
In sintesi
Il breath test misura nell’espirato i gas prodotti dal metabolismo di un substrato assunto per bocca. Con l’urea marcata rileva l’ureasi dell’Helicobacter pylori ed è il test non invasivo di scelta per la diagnosi e per la verifica dell’eradicazione. Con lattosio, glucosio o lattulosio misura l’idrogeno e il metano prodotti dalla fermentazione batterica e studia il malassorbimento degli zuccheri e la sovracrescita batterica. La preparazione corretta, la sospensione dei farmaci interferenti e la lettura dei risultati nel contesto clinico sono le condizioni per non sbagliare in reparto e al concorso.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
