Deviazione del setto nasale: sintomi e settoplastica
6 Ottobre 2026 · admin
La deviazione del setto nasale è lo spostamento del setto, la parete che divide le due fosse nasali, rispetto alla linea mediana. Una certa asimmetria del setto è presente nella maggior parte degli adulti e spesso non dà alcun disturbo; diventa una condizione clinica quando riduce in modo significativo il passaggio dell’aria o favorisce altre patologie nasali e sinusali. È la causa strutturale più frequente di ostruzione nasale cronica e la settoplastica è uno degli interventi più eseguiti in otorinolaringoiatria.
Per il Concorso SSM l’argomento sembra semplice, ma le domande giocano sui dettagli: l’età giusta per operare, il significato della manovra di Cottle, la gestione dell’ematoma del setto dopo un trauma e la diagnosi differenziale delle ostruzioni nasali, soprattutto quelle monolaterali.
Che cos’è la deviazione del setto nasale
Il setto nasale è formato anteriormente dalla cartilagine quadrangolare e posteriormente da una porzione ossea costituita dalla lamina perpendicolare dell’etmoide e dal vomere; in basso poggia sulla cresta mascellare e palatina. È rivestito da mucopericondrio e mucoperiostio, che ne garantiscono la vascolarizzazione: il setto anteriore ospita il plesso di Kiesselbach, sede della maggior parte delle epistassi.
La deviazione può interessare la parte cartilaginea, quella ossea o entrambe. Morfologicamente si descrivono deviazioni a forma di C, con una convessità unica, o a forma di S, con convessità opposte nelle porzioni anteriore e posteriore, e anomalie localizzate come creste e speroni, soprattutto lungo la giunzione condro-vomeriana. Ha grande importanza clinica la sede: una deviazione anteriore, nell’area della valvola nasale, dove la sezione delle vie aeree è minima, provoca molti più sintomi di una deviazione posteriore della stessa entità.
Eziopatogenesi
Le cause si dividono in congenite e acquisite. Le forme di sviluppo derivano da una crescita asimmetrica delle strutture del setto e del massiccio facciale durante l’infanzia e l’adolescenza: la cartilagine settale cresce mentre è contenuta in una cornice ossea, e piccole differenze di crescita producono incurvamenti. Anche i microtraumi del parto possono contribuire.
Le forme acquisite sono principalmente traumatiche: fratture nasali da sport, incidenti o aggressioni, spesso associate a deformità della piramide nasale. Un trauma nell’infanzia, anche apparentemente banale, può alterare la crescita e manifestarsi anni dopo. Più rare sono le deviazioni da interventi chirurgici precedenti o da masse endonasali che spingono il setto.
La deviazione modifica il flusso aereo, rendendolo turbolento e concentrato in alcune zone. La mucosa esposta a correnti d’aria anomale tende a seccarsi e a formare croste, con fragilità vascolare. Sul lato concavo il turbinato inferiore si ipertrofizza per compenso, riducendo ulteriormente lo spazio respiratorio complessivo.
Quadro clinico
Il sintomo principale è l’ostruzione nasale, monolaterale o bilaterale, costante, presente da anni, che peggiora in posizione supina e con il ciclo nasale fisiologico: il paziente percepisce come chiusa la narice dal lato in cui la congestione del turbinato si somma alla deviazione. Conseguenze frequenti sono la respirazione orale, la secchezza delle fauci al risveglio, il russamento e i disturbi del sonno; la deviazione del setto può contribuire alle apnee notturne, anche se raramente ne è la causa unica.
Altri sintomi possibili sono le epistassi ricorrenti, spesso dal lato convesso dove la mucosa è più esposta e secca, la riduzione dell’olfatto, la cefalea e la sinusite ricorrente quando la deviazione ostacola il drenaggio del complesso ostiomeatale. Se la deviazione è associata a una deformità esterna, il paziente può lamentare anche un problema estetico. È importante sottolineare che molte deviazioni visibili all’esame sono del tutto asintomatiche e non richiedono alcun trattamento.
Diagnosi
La diagnosi parte dall’anamnesi, che deve indagare durata e lateralità dell’ostruzione, traumi pregressi, uso di spray nasali, sintomi allergici, epistassi e qualità del sonno. L’ispezione della piramide nasale valuta deviazioni esterne e la dislocazione della cartilagine settale nel vestibolo.
La rinoscopia anteriore permette di vedere la deviazione anteriore e lo stato dei turbinati, prima e dopo l’applicazione di un vasocostrittore: se l’ostruzione si risolve con il decongestionante, la componente mucosa prevale su quella strutturale. La manovra di Cottle consiste nel trazionare lateralmente la guancia per aprire la valvola nasale; il miglioramento della respirazione suggerisce un problema a livello valvolare. L’endoscopia nasale con ottica rigida o flessibile è fondamentale per valutare le deviazioni posteriori, gli speroni, il meato medio e per escludere polipi, adenoidi o masse.
La rinomanometria e la rinometria acustica forniscono misure oggettive delle resistenze e delle sezioni nasali, utili soprattutto in ambito medico-legale e per documentare il risultato dell’intervento. La TC dei seni paranasali non serve per la diagnosi di deviazione isolata, ma è indicata in presenza di sinusite cronica o ricorrente e nella pianificazione di una chirurgia endoscopica associata.
Terapia della deviazione del setto nasale
Una deviazione asintomatica non va trattata. Nei pazienti con sintomi lievi o con importante componente mucosa, la terapia medica si rivolge alla congestione associata: corticosteroidi nasali in caso di rinite, lavaggi salini, trattamento delle allergie. La terapia medica non corregge la deformità, ma può ridurre i sintomi a un livello accettabile.
Il trattamento definitivo è chirurgico: la settoplastica, che consiste nel sollevare i lembi di mucopericondrio, rimuovere o rimodellare le porzioni deviate di cartilagine e osso preservando un adeguato sostegno, e riposizionare i lembi. Spesso si associa una chirurgia dei turbinati inferiori per ridurne l’ipertrofia. Quando la deviazione si accompagna a una deformità della piramide nasale si esegue una rinosettoplastica, che corregge contemporaneamente funzione ed estetica.
Un punto classico riguarda l’età: la settoplastica si esegue di regola al termine della crescita del massiccio facciale, cioè nella tarda adolescenza, perché un intervento troppo precoce può interferire con lo sviluppo del naso. Nei bambini si interviene solo in casi selezionati, con deviazioni gravi e sintomatiche, adottando tecniche conservative.
Le complicanze della settoplastica comprendono sanguinamento, ematoma ed ascesso del setto, perforazione settale, sinechie tra setto e turbinato, insellamento del dorso per perdita di sostegno, ipoestesia transitoria degli incisivi superiori e, raramente, rinoliquorrea. La persistenza dei sintomi può dipendere da una correzione incompleta o da cause associate non trattate.
Diagnosi differenziale ed errori tipici
Davanti a un’ostruzione nasale cronica vanno considerate l’ipertrofia dei turbinati, la rinite allergica e le altre riniti, la rinite medicamentosa da abuso di decongestionanti, la poliposi nasale, l’ipertrofia adenoidea nel bambino, il collasso della valvola nasale, l’atresia coanale nel neonato e i corpi estranei. Un’ostruzione monolaterale progressiva in un adulto, specie se accompagnata da epistassi, rinorrea ematica o dolore, impone di escludere una neoplasia nasosinusale o del rinofaringe con endoscopia e, se indicato, imaging e biopsia.
Il primo errore tipico è sottovalutare l’ematoma del setto dopo un trauma nasale: è una raccolta di sangue tra cartilagine e pericondrio che, privando la cartilagine del suo nutrimento, può portare a necrosi, ascesso e naso a sella. Va drenato in urgenza. Il secondo errore è proporre la settoplastica nel bambino come trattamento standard. Il terzo è attribuire alla deviazione ogni ostruzione nasale, trascurando turbinati e riniti. Il quarto è richiedere la TC per una semplice deviazione settale, quando la diagnosi è endoscopica.
Come cade la deviazione del setto nasale al concorso
Le domande più frequenti presentano un giovane adulto con ostruzione nasale cronica, russamento e anamnesi di trauma sportivo; si chiede l’esame diagnostico più appropriato, cioè l’endoscopia nasale, o il trattamento definitivo, cioè la settoplastica. Altre varianti riguardano l’età minima per l’intervento, la complicanza tipica di un ematoma settale non drenato, il significato della manovra di Cottle o la relazione tra deviazione e sinusite ricorrente. Talvolta il caso include un’ostruzione monolaterale con epistassi, e la risposta corretta non è la settoplastica ma l’approfondimento per escludere una neoplasia.
Per esercitarsi su questi trabocchetti servono casi commentati: sulla Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate di otorinolaringoiatria in cui ogni alternativa viene discussa.
In sintesi
La deviazione del setto nasale è frequente e spesso asintomatica; diventa clinicamente rilevante quando provoca ostruzione nasale, russamento, epistassi o sinusite ricorrente. Le cause sono di sviluppo o traumatiche, e le deviazioni anteriori nell’area valvolare sono le più sintomatiche. La diagnosi è clinica ed endoscopica, con la rinomanometria come misura oggettiva e la TC riservata ai casi con patologia sinusale. Il trattamento definitivo è la settoplastica, di regola dopo la fine della crescita. L’ematoma del setto post-traumatico va drenato in urgenza, e ogni ostruzione monolaterale atipica richiede di escludere una neoplasia.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
