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Concorso SSM

Tappo di cerume: sintomi, diagnosi e rimozione (SSM)

6 Ottobre 2026 · admin

Tappo di cerume: sintomi, diagnosi e rimozione (SSM)

Il tappo di cerume è un accumulo di cerume che occlude in modo parziale o completo il condotto uditivo esterno, causando ipoacusia trasmissiva, senso di orecchio chiuso e talvolta acufene o vertigine. Sembra un argomento banale, ma al Concorso SSM le domande su questo tema servono a verificare concetti di base molto solidi: fisiologia del condotto, test con il diapason, controindicazioni all’irrigazione e diagnosi differenziale dell’ipoacusia trasmissiva. Vediamo definizione, eziopatogenesi, clinica, diagnosi, terapia, diagnosi differenziale ed errori tipici.

Che cos’è il tappo di cerume

Il cerume è una secrezione fisiologica del terzo esterno, fibrocartilagineo, del condotto uditivo, prodotta dalle ghiandole ceruminose (ghiandole sudoripare apocrine modificate) e dalle ghiandole sebacee, a cui si mescolano cellule desquamate. Ha funzioni protettive: lubrifica la cute, ha un’azione antimicrobica legata al pH lievemente acido e ai lisozimi, intrappola polvere e corpi estranei. In condizioni normali il condotto si autopulisce grazie alla migrazione centrifuga dell’epitelio, che dalla membrana timpanica si muove verso l’esterno trascinando il cerume, aiutata dai movimenti mandibolari della masticazione e della fonazione.

Si parla di tappo di cerume quando questo meccanismo fallisce e il cerume si accumula fino a dare sintomi o a impedire la visione della membrana timpanica. Esistono due tipi di cerume, umido e secco, la cui prevalenza varia nelle popolazioni per una base genetica; entrambi possono formare tappi, con consistenza diversa che condiziona la scelta della tecnica di rimozione.

Eziopatogenesi del tappo di cerume

La causa più frequente è iatrogena da parte del paziente stesso: l’uso di cotton fioc o altri oggetti per pulire le orecchie spinge il cerume in profondità, verso la porzione ossea del condotto dove non viene prodotto e da cui non riesce a essere espulso, compattandolo contro la membrana. Altri fattori favorenti sono l’uso di apparecchi acustici e di auricolari o tappi per le orecchie, che ostacolano la migrazione; un condotto stretto o tortuoso per ragioni anatomiche, esostosi (frequenti nei nuotatori in acque fredde) o pregressi interventi; l’abbondanza di peli nel condotto, tipica dell’anziano; la cute secca e meno elastica dell’età avanzata, che rallenta la migrazione epiteliale. Alcune dermatosi del condotto, come la dermatite seborroica o l’eczema, aumentano la desquamazione. Il tappo è più comune negli anziani, nei bambini e nelle persone con disabilità intellettiva.

Un caso particolare è la cheratosi obturans, accumulo di lamelle di cheratina compatte che allarga il condotto ed è talvolta associata a bronchiectasie e sinusite cronica: non va confusa con un semplice tappo di cerume. Va ricordata anche l’otomicosi, infezione fungina del condotto che produce detriti scuri o biancastri che possono simulare un tappo.

Quadro clinico

Un accumulo parziale di cerume è spesso asintomatico. I sintomi compaiono quando l’occlusione diventa completa, e tipicamente esordiscono in modo improvviso dopo una doccia, un bagno o un’immersione: il cerume, assorbendo acqua, si rigonfia e chiude l’ultimo spazio residuo. Il paziente riferisce orecchio chiuso o ovattato, ipoacusia monolaterale, autofonia (percezione amplificata della propria voce), acufene. Più raramente si osservano prurito, dolore lieve, vertigine o capogiro, e perfino tosse riflessa per stimolazione del ramo auricolare del nervo vago (nervo di Arnold), che innerva una parte del condotto.

Nell’anziano il tappo di cerume bilaterale è una causa reversibile e sottovalutata di peggioramento uditivo, che può aggravare l’isolamento sociale e contribuire a disorientamento e deficit cognitivi apparenti. Nei portatori di apparecchi acustici si manifesta con il fischio della protesi (feedback) o con la sensazione che l’apparecchio “non funzioni più”.

Diagnosi: otoscopia, audiometria e prove vestibolari

La diagnosi si pone con l’otoscopia, che mostra una massa giallastra, bruna o scura, di consistenza variabile, che occupa il condotto e impedisce di vedere la membrana timpanica. Il dato anamnestico più importante da raccogliere prima di qualunque manovra è la storia di perforazione timpanica, interventi sull’orecchio, otiti croniche o otorrea, perché condiziona la scelta della tecnica di rimozione. Dopo la rimozione l’otoscopia va sempre ripetuta per valutare membrana e condotto.

Le prove con il diapason mostrano un pattern trasmissivo: il Weber lateralizza verso l’orecchio occluso e il Rinne può risultare negativo da quel lato. L’audiometria non è necessaria per diagnosticare un tappo di cerume, ma lo diventa se l’ipoacusia persiste dopo la rimozione: un deficit residuo indica una patologia sottostante, che può essere neurosensoriale come la presbiacusia nell’anziano, o trasmissiva come l’otosclerosi; per un inquadramento delle ipoacusie è utile la scheda sull’ipoacusia. Va sottolineato che un esame audiometrico eseguito con un tappo presente dà risultati falsati, ed è per questo che l’otoscopia precede sempre audiometria e impedenzometria.

Le prove vestibolari sono indicate solo se compare vertigine persistente dopo la rimozione o se c’è nistagmo, per escludere una patologia labirintica concomitante. Una vertigine transitoria durante l’irrigazione è invece un fenomeno noto, legato alla stimolazione calorica del labirinto da parte di acqua troppo calda o fredda: lo stesso principio della prova calorica.

Terapia

Il cerume asintomatico che non impedisce la visione della membrana non va rimosso. Quando la rimozione è indicata, le opzioni sono tre e possono essere combinate. I ceruminolitici sono gocce che ammorbidiscono il tappo: soluzioni acquose, oleose (come olio d’oliva o di mandorle) o preparati a base di bicarbonato o perossido di idrogeno; vengono usati per alcuni giorni da soli o come preparazione all’irrigazione. L’irrigazione consiste nel lavaggio del condotto con acqua a temperatura corporea, diretta verso la parete posterosuperiore, con siringa o apparecchi dedicati. La rimozione manuale sotto visione, con microscopio e microaspirazione o con uncini e curette, è la tecnica di scelta quando l’irrigazione è controindicata o fallisce.

L’irrigazione è controindicata in caso di perforazione timpanica nota o sospetta, pregressi interventi chirurgici sull’orecchio (salvo diversa indicazione), otite media in atto o recente, drenaggi transtimpanici, otite esterna acuta, corpi estranei vegetali che si rigonfiano con l’acqua, orecchio unico udente e, in genere, storia di otorrea. La prevenzione si basa sull’abbandono dei cotton fioc, sull’uso periodico di ceruminolitici nei soggetti predisposti e su controlli regolari nei portatori di protesi acustiche. I coni auricolari (candele) non sono efficaci e possono causare ustioni e occlusioni.

Diagnosi differenziale

Il tappo di cerume entra nel differenziale dell’ipoacusia trasmissiva monolaterale ad esordio improvviso. Va distinto dall’otite esterna, in cui dominano dolore, edema del condotto, dolore alla trazione del padiglione e secrezione; dall’otomicosi, con detriti scuri o filamenti biancastri e prurito; dai corpi estranei, frequenti nei bambini; dalla cheratosi obturans e dal colesteatoma del condotto. L’otite media effusiva dà invece ipoacusia trasmissiva con condotto libero e membrana opaca o retratta. Quando l’ipoacusia improvvisa è neurosensoriale e non trasmissiva, il quadro è completamente diverso e va pensata la sordità improvvisa, che è un’urgenza: per questo un deficit che non si risolve dopo la rimozione del tappo merita una valutazione audiologica senza ritardo.

Errori tipici

Il primo errore è irrigare un orecchio senza aver chiesto della storia di perforazione o chirurgia: si rischiano otite media, vertigine e danno dell’orecchio medio. Il secondo è usare acqua non a temperatura corporea, provocando vertigine e nausea per stimolazione calorica. Il terzo è attribuire al tappo un’ipoacusia senza controllare l’udito dopo la rimozione, perdendo una sordità neurosensoriale sottostante. Il quarto è consigliare i cotton fioc come prevenzione, quando sono proprio la causa più frequente. Il quinto è eseguire un’audiometria o un’impedenzometria con il condotto occluso e interpretarne i risultati come veri.

Come cade il tappo di cerume al concorso

Le domande tipiche sono costruite su un caso di ipoacusia improvvisa monolaterale dopo una doccia, con Weber lateralizzato verso il lato colpito, e chiedono la diagnosi o la prima manovra da eseguire (l’otoscopia). Altre varianti propongono un paziente con pregressa perforazione e chiedono quale tecnica di rimozione sia indicata o controindicata, oppure descrivono la vertigine comparsa durante il lavaggio e chiedono di spiegarne il meccanismo. Sono domande facili solo in apparenza, perché giocano su dettagli di fisiopatologia. Per allenarsi a coglierli in tempi stretti sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, con spiegazioni puntuali di ogni alternativa.

In sintesi

Il tappo di cerume è un accumulo di cerume che occlude il condotto, favorito soprattutto dall’uso di cotton fioc, da protesi acustiche, auricolari e condotti stretti. Dà ipoacusia trasmissiva improvvisa, orecchio chiuso, autofonia e acufene, spesso dopo il contatto con acqua. La diagnosi è otoscopica; l’audiometria serve se il deficit persiste dopo la rimozione. Si tratta con ceruminolitici, irrigazione con acqua a temperatura corporea o rimozione strumentale sotto visione, rispettando le controindicazioni all’irrigazione, prima fra tutte la perforazione timpanica.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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