Cardiopatie congenite: classificazione e clinica per l’SSM
6 Ottobre 2026 · admin
Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grossi vasi presenti alla nascita, che derivano da un errore dello sviluppo embrionale dell’apparato cardiovascolare. Rappresentano le malformazioni congenite più frequenti e sono una delle aree più amate dai quesiti del Concorso SSM, perché richiedono di integrare embriologia, fisiopatologia dei circoli, semeiotica e scelte terapeutiche. Questo articolo propone una visione d’insieme, utile per orientarsi tra le singole malformazioni e per ragionare sui casi clinici invece di affidarsi solo alla memoria.
Che cosa sono le cardiopatie congenite
Con il termine si intende un gruppo eterogeneo di difetti che vanno da anomalie lievi, che possono restare asintomatiche per anni, a malformazioni complesse incompatibili con la vita senza un intervento nei primi giorni. Il modo più utile per classificarle, in ottica d’esame, è fisiopatologico. Si distinguono le cardiopatie con shunt sinistro-destro, in genere acianogene e caratterizzate da iperafflusso polmonare; le cardiopatie cianogene, nelle quali sangue venoso raggiunge la circolazione sistemica; e le lesioni ostruttive, che ostacolano l’efflusso ventricolare. A queste si aggiunge il concetto, fondamentale in neonatologia, di cardiopatia dotto-dipendente, cioè di una malformazione in cui la sopravvivenza dipende dalla pervietà del dotto arterioso.
Eziopatogenesi e fattori di rischio
Nella maggior parte dei casi l’eziologia è multifattoriale, con un’interazione fra predisposizione genetica e fattori ambientali. Una quota rilevante è associata ad anomalie cromosomiche o sindromi genetiche. La sindrome di Down si associa tipicamente ai difetti del setto atrioventricolare; la sindrome di Turner alla coartazione aortica e alla valvola aortica bicuspide; la delezione 22q11 alle anomalie conotruncali come la tetralogia di Fallot e il tronco arterioso comune; la sindrome di Williams alla stenosi aortica sopravalvolare; la sindrome di Noonan alla stenosi polmonare valvolare.
Tra i fattori materni vanno ricordati il diabete pregestazionale mal controllato, associato a vari difetti tra cui la trasposizione delle grandi arterie; la rosolia congenita, legata al dotto arterioso pervio e alla stenosi delle arterie polmonari periferiche; il lupus materno con anticorpi anti-Ro, causa di blocco atrioventricolare congenito; l’esposizione a farmaci teratogeni come il litio, classicamente legato all’anomalia di Ebstein, e ad alcuni antiepilettici; l’alcol. La familiarità aumenta il rischio di ricorrenza.
Le principali forme da conoscere
Tra le cardiopatie con shunt sinistro-destro il difetto interventricolare è la più comune: i difetti piccoli danno un soffio intenso con scarsi sintomi e tendono spesso alla chiusura spontanea, quelli ampi causano scompenso nelle prime settimane quando le resistenze polmonari si riducono. Il difetto interatriale, spesso del tipo ostium secundum, è a lungo asintomatico e si caratterizza per lo sdoppiamento fisso del secondo tono. Il dotto arterioso pervio, frequente nel pretermine, dà un soffio continuo e polsi scoccanti. Il difetto del setto atrioventricolare è tipico della trisomia 21.
Fra le cianogene, la tetralogia di Fallot associa difetto interventricolare, ostruzione all’efflusso destro, aorta a cavaliere e ipertrofia ventricolare destra; sono tipiche le crisi ipossiche e, alla radiografia, il cuore a forma di scarpa. La trasposizione delle grandi arterie si presenta con cianosi intensa nelle prime ore di vita in un neonato spesso di buon peso, con radiografia che mostra il cuore a uovo coricato. Vanno conosciute anche il ritorno venoso polmonare anomalo totale, il tronco arterioso comune, l’atresia della tricuspide e l’anomalia di Ebstein.
Tra le lesioni ostruttive spiccano la coartazione aortica, con differenza di pressione e di polsi fra arti superiori e inferiori, la stenosi aortica e la stenosi polmonare. La sindrome del cuore sinistro ipoplasico è la forma estrema di ostruzione sinistra e, alla chiusura del dotto, si manifesta con shock e polsi assenti.
Quadro clinico delle cardiopatie congenite
Le modalità di presentazione si riassumono in alcuni grandi quadri. Il primo è la cianosi centrale, che non migliora con l’ossigeno quando la causa è un mixing intracardiaco. Il secondo è lo scompenso cardiaco, che nel lattante si manifesta con tachipnea, sudorazione durante i pasti, difficoltà ad alimentarsi, scarso accrescimento ed epatomegalia. Il terzo è lo shock, tipico delle lesioni ostruttive sinistre dotto-dipendenti, che compare spesso nei primi giorni di vita, al momento della chiusura del dotto, e può essere confuso con una sepsi. Il quarto è il riscontro occasionale di un soffio in un bambino asintomatico.
Nel lungo periodo uno shunt sinistro-destro non corretto può condurre ad aumento delle resistenze polmonari fino all’inversione dello shunt: è la sindrome di Eisenmenger, con comparsa tardiva di cianosi e quadro ormai non più correggibile chirurgicamente con la sola chiusura del difetto.
Diagnosi
Molte cardiopatie congenite vengono oggi sospettate in epoca prenatale grazie all’ecografia morfologica e all’ecocardiografia fetale, indicata nelle gravidanze a rischio. Dopo la nascita lo screening pulsossimetrico, eseguito confrontando la saturazione pre e post duttale, aiuta a identificare le forme critiche prima della dimissione. L’esame obiettivo comprende la ricerca di cianosi, la palpazione dei polsi ai quattro arti, la misurazione della pressione agli arti superiori e inferiori e l’auscultazione dei toni e dei soffi.
Il test all’iperossia, cioè la valutazione della risposta della PaO2 alla somministrazione di ossigeno, aiuta a distinguere la cianosi di origine cardiaca da quella polmonare. L’ECG e la radiografia del torace forniscono indizi sull’asse, sulle sezioni ingrandite e sul flusso polmonare. L’esame chiave resta l’ecocardiogramma, che definisce anatomia e fisiologia della malformazione nella grande maggioranza dei casi; TC, risonanza magnetica cardiaca e cateterismo sono riservati a situazioni particolari.
Terapia
Il principio terapeutico più importante da ricordare in neonatologia è la prostaglandina E1 in infusione continua nelle cardiopatie dotto-dipendenti, sia quelle in cui il flusso polmonare dipende dal dotto, come l’atresia polmonare, sia quelle in cui ne dipende il flusso sistemico, come il cuore sinistro ipoplasico e la coartazione critica. Il principale effetto collaterale da sorvegliare è l’apnea. Nella trasposizione delle grandi arterie con setto interatriale restrittivo può essere necessaria la settostomia atriale con pallone per favorire il mescolamento, in attesa della correzione chirurgica.
Lo scompenso da iperafflusso polmonare si tratta con diuretici, ottimizzazione nutrizionale e, quando indicato, farmaci di supporto, in attesa della correzione. Molti difetti si correggono per via chirurgica o percutanea, con tempistiche che dipendono dalla malformazione e dalla clinica. Nelle crisi ipossiche della tetralogia di Fallot si posiziona il bambino in posizione genupettorale, si somministrano ossigeno, morfina, liquidi e, se necessario, farmaci che aumentano le resistenze sistemiche o beta-bloccanti. Nel dotto arterioso pervio del pretermine si possono usare inibitori della ciclossigenasi o il paracetamolo, tenendo presenti le controindicazioni. Infine, la profilassi dell’endocardite è indicata solo in categorie selezionate di pazienti ad alto rischio, secondo le linee guida.
Diagnosi differenziale
Un neonato cianotico può avere una patologia polmonare, come la sindrome da distress respiratorio, la polmonite o l’ipertensione polmonare persistente del neonato; una metaemoglobinemia; una policitemia; una depressione respiratoria di origine neurologica. Il test all’iperossia e l’ecocardiogramma sono decisivi. Il neonato in shock con cardiopatia ostruttiva sinistra entra in diagnosi differenziale con la sepsi e con le malattie metaboliche congenite: in caso di dubbio si avviano in parallelo gli antibiotici e la prostaglandina. Il soffio di un bambino sano va infine distinto dal soffio innocente, tipicamente sistolico, dolce, variabile con la posizione, senza altri segni patologici.
Errori tipici e come cadono le cardiopatie congenite al concorso
Gli errori più frequenti sono prevedibili. Il primo è somministrare ossigeno ad alto flusso pensando di risolvere la cianosi di un neonato con cardiopatia dotto-dipendente, dimenticando che il trattamento che salva la vita è la prostaglandina. Il secondo è usare indometacina quando il dotto va mantenuto aperto, invertendo il ragionamento. Il terzo è confondere i reperti radiologici classici: cuore a scarpa nella tetralogia, cuore a uovo nella trasposizione, figura a otto o a pupazzo di neve nel ritorno venoso anomalo totale sopracardiaco. Il quarto è dimenticare di misurare la pressione agli arti inferiori quando si sospetta la coartazione.
Al Concorso SSM le cardiopatie congenite cadono quasi sempre come caso clinico: neonato cianotico nelle prime ore, lattante che suda durante la poppata e cresce poco, bambino con ipertensione e polsi femorali deboli, bambino con sindrome genetica e soffio. La domanda chiede la diagnosi, l’esame di conferma o il primo trattamento. Allenarsi a leggere la fisiopatologia dietro i sintomi è la strategia vincente; a questo servono le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, con la spiegazione di ogni alternativa. Chi vuole fare di questo campo un lavoro può approfondire la specializzazione in pediatria o la specializzazione in cardiologia.
In sintesi
Le cardiopatie congenite sono le malformazioni più comuni alla nascita e si comprendono meglio per fisiopatologia: shunt sinistro-destro con iperafflusso e scompenso, forme cianogene con mixing o ridotto flusso polmonare, lesioni ostruttive con possibile shock alla chiusura del dotto. La diagnosi si basa su screening prenatale, pulsossimetria, esame obiettivo accurato ed ecocardiogramma. In terapia, il concetto chiave è la prostaglandina nelle forme dotto-dipendenti, seguita da correzione chirurgica o percutanea. Ricorda le associazioni sindromiche e i reperti radiologici classici: sono la base di gran parte dei quesiti.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
