Deficit di GH: cause, test di stimolo e terapia (SSM)
6 Ottobre 2026 · admin
Il deficit di GH, cioè la carenza di ormone della crescita, è un argomento che al Concorso SSM si colloca all’incrocio fra pediatria ed endocrinologia dell’adulto: nel bambino si presenta soprattutto come difetto di crescita, nell’adulto come sindrome metabolica e di scarso benessere. Per rispondere correttamente ai quesiti bisogna conoscere la fisiologia dell’asse GH-IGF-1, le cause congenite e acquisite, la logica dei test di stimolo e i limiti della terapia sostitutiva.
Che cos’è il deficit di GH
L’ormone della crescita, o somatotropina, è prodotto dalle cellule somatotrope dell’adenoipofisi con un ritmo pulsatile, più intenso durante il sonno profondo. La sua secrezione è stimolata dal GHRH ipotalamico e dalla grelina e inibita dalla somatostatina; a sua volta è frenata con un meccanismo a feedback dall’IGF-1, il fattore di crescita insulino-simile prodotto soprattutto dal fegato sotto lo stimolo del GH. Gran parte degli effetti sulla crescita lineare è mediata proprio dall’IGF-1, che agisce sulle cartilagini di accrescimento, mentre il GH ha effetti diretti sul metabolismo: è lipolitico, anabolico proteico e controinsulare.
Si parla di deficit di GH quando la produzione ipofisaria dell’ormone è insufficiente. Il deficit può essere isolato, cioè limitato al solo GH, oppure inserito in un quadro di ipopituitarismo con carenza di altri ormoni ipofisari. Va distinto dalle condizioni di resistenza al GH, in cui l’ormone è presente o addirittura elevato ma non riesce ad agire per un difetto del recettore o della via di segnale, come nella sindrome di Laron.
Cause del deficit di GH
Le forme congenite comprendono mutazioni dei geni che codificano per il GH o per il recettore del GHRH, alterazioni dei fattori di trascrizione che guidano lo sviluppo dell’ipofisi, con deficit ipofisari multipli, e malformazioni della linea mediana come la displasia setto-ottica, che associa ipoplasia dei nervi ottici, anomalie del setto pellucido e ipopituitarismo. Alla risonanza si possono osservare un’adenoipofisi ipoplasica, un peduncolo assottigliato o interrotto e una neuroipofisi ectopica, quadro tipico delle forme congenite. Anche un parto podalico o distocico era storicamente associato a queste forme, probabilmente come conseguenza piuttosto che come causa di un’anomalia preesistente.
Le forme acquisite sono legate a tumori della regione sellare e soprasellare, il più classico in età pediatrica è il craniofaringioma, mentre nell’adulto la causa più frequente è l’adenoma ipofisario o la sua terapia chirurgica o radiante. La radioterapia cranica, anche per patologie lontane dall’ipofisi come le leucemie o i tumori cerebrali dell’infanzia, colpisce in modo selettivo le cellule somatotrope, che sono le più sensibili: il deficit di GH è infatti spesso il primo deficit a comparire dopo irradiazione. Altre cause sono i traumi cranici, le malattie infiltrative come l’istiocitosi a cellule di Langerhans e la sarcoidosi, le ipofisiti autoimmuni e le emorragie ipofisarie.
Esiste infine una forma funzionale e transitoria, il deficit psicosociale, in cui gravi carenze affettive e di accudimento sopprimono la secrezione di GH: il quadro regredisce quando il bambino viene allontanato dall’ambiente sfavorevole. Anche ipotiroidismo e obesità riducono la risposta ai test di stimolo, e vanno considerati prima di formulare la diagnosi.
Clinica nel bambino e nell’adulto
Nel bambino il segno principale è il rallentamento della velocità di crescita, con progressivo allontanamento dal canale di crescita atteso in base alla statura dei genitori. Il bambino ha proporzioni armoniche, aspetto più giovane dell’età, adiposità tronculare, viso “da bambola” con fronte prominente e ipoplasia della parte media del volto, voce acuta. Nei maschi si può osservare un micropene, soprattutto se coesiste un deficit di gonadotropine. Nel neonato le forme congenite gravi possono dare ipoglicemia, a volte severa, e ittero prolungato, specie se associate a deficit di ACTH. L’età ossea è ritardata, e la pubertà può comparire tardi.
Nell’adulto il quadro è più sfumato: riduzione della massa magra e aumento della massa grassa con distribuzione viscerale, dislipidemia, ridotta densità minerale ossea, ridotta capacità di esercizio fisico, astenia, peggioramento della qualità di vita e del tono dell’umore. Il deficit dell’adulto si osserva quasi sempre in pazienti con malattia ipotalamo-ipofisaria nota, oppure come persistenza di una forma insorta nell’infanzia.
Diagnosi del deficit di GH
Nel bambino la diagnosi parte dall’auxologia: misure ripetute nel tempo, velocità di crescita, confronto con il bersaglio genetico, proporzioni corporee, età ossea. Prima di sospettare un problema endocrino vanno escluse le cause più comuni di bassa statura, come le malattie croniche, la celiachia, l’ipotiroidismo, le sindromi genetiche, le displasie scheletriche, e le varianti normali come la bassa statura familiare e il ritardo costituzionale.
Il dosaggio basale del GH non è utile perché la sua secrezione è pulsatile e un valore isolato basso non significa nulla. L’IGF-1 e, nel bambino, la proteina che lo trasporta, IGFBP-3, sono marcatori integrati della secrezione di GH e rappresentano uno screening utile, ma con limiti: sono influenzati dallo stato nutrizionale, dall’età e dalla pubertà. La conferma richiede i test di stimolo, che valutano il picco di GH dopo un farmaco o una condizione che normalmente lo stimola: ipoglicemia insulinica, arginina, clonidina, glucagone, GHRH associato ad arginina e altri. Poiché ciascun test ha falsi positivi, nel bambino con deficit isolato si richiede di norma una risposta insufficiente a due test distinti. Nell’adulto con malattia ipofisaria nota e deficit di altri assi la probabilità pre-test è così alta che un solo test, o in alcuni casi il solo IGF-1 basso, può bastare.
Una volta posta la diagnosi, la risonanza magnetica della regione ipotalamo-ipofisaria è obbligatoria per cercare lesioni o malformazioni, e vanno indagati gli altri assi ipofisari: tiroideo, surrenalico, gonadico e la neuroipofisi.
Terapia
La terapia è il GH ricombinante, somministrato per via sottocutanea, oggi disponibile anche in formulazioni a lunga durata d’azione. Nel bambino l’obiettivo è normalizzare la velocità di crescita e raggiungere una statura definitiva vicina al bersaglio genetico: i risultati sono migliori quanto più precoce è l’inizio. La risposta si monitora con la velocità di crescita e con i livelli di IGF-1. Il GH ricombinante ha anche altre indicazioni pediatriche oltre al deficit, come la sindrome di Turner, la sindrome di Prader-Willi, l’insufficienza renale cronica, i bambini nati piccoli per l’età gestazionale che non recuperano.
Al termine della crescita il paziente va rivalutato: molti deficit isolati e idiopatici dell’infanzia non si confermano in età adulta, mentre quelli organici o multipli persistono. Nell’adulto la terapia mira a migliorare composizione corporea, densità ossea, profilo lipidico e qualità di vita, con dosi più basse rispetto al bambino. Gli effetti collaterali principali sono ritenzione idrica, artralgie, sindrome del tunnel carpale, peggioramento della tolleranza glucidica, ipertensione endocranica benigna e, nel bambino, epifisiolisi della testa del femore. Una neoplasia attiva è una controindicazione. Un dettaglio da ricordare: l’avvio del GH può slatentizzare un ipotiroidismo centrale e un’insufficienza surrenalica, che vanno ricercati e trattati.
Diagnosi differenziale
Il deficit di GH va distinto dalla bassa statura familiare, in cui il bambino cresce con velocità normale lungo un canale basso coerente con quello dei genitori, e dal ritardo costituzionale di crescita e pubertà, in cui l’età ossea è ritardata ma la velocità di crescita è conservata e lo sviluppo arriva più tardi. Entrambe sono varianti normali. Vanno poi escluse le malattie croniche, l’ipotiroidismo, la sindrome di Cushing, che rallenta la crescita mentre fa aumentare di peso, la sindrome di Turner nelle bambine e le displasie scheletriche, che danno bassa statura disarmonica.
Un caso a parte è la resistenza al GH, in cui il GH è normale o alto e l’IGF-1 basso, e non risponde alla somministrazione di GH: la terapia in questo caso è l’IGF-1 ricombinante. Un quadro opposto, cioè l’eccesso di GH, è descritto nelle schede sul gigantismo e sull’acromegalia.
Errori tipici sul deficit di GH
Il primo errore è basarsi su un GH basale: per la pulsatilità della secrezione è un dato privo di valore diagnostico. Il secondo è considerare sufficiente un solo test di stimolo nel bambino con deficit isolato. Il terzo è dimenticare di escludere ipotiroidismo e celiachia prima di sospettare un deficit di GH. Altri tranelli frequenti riguardano l’associazione con la radioterapia cranica, in cui il GH è il primo asse colpito, la necessità della risonanza dopo la diagnosi, l’ipoglicemia neonatale come segno di esordio, e la confusione fra deficit di GH e resistenza al GH. Infine molti candidati non ricordano che, nel bambino obeso, la risposta del GH ai test è ridotta senza che ci sia un vero deficit, mentre la crescita in altezza resta spesso normale o accelerata.
Come cade il deficit di GH al concorso
Nei quiz del Concorso SSM il deficit di GH compare come caso di un bambino con rallentamento della crescita, adiposità tronculare ed età ossea ritardata, oppure come neonato con ipoglicemia e micropene, o come adulto operato per un adenoma ipofisario con astenia e obesità viscerale. Le domande chiedono l’esame più appropriato, la ragione per cui servono due test, la sede tipica delle lesioni, gli effetti collaterali della terapia o il primo asse colpito dopo radioterapia. Gli schemi sono ricorrenti e diventano familiari con l’esercizio: le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia permettono di allenarsi su casi di questo tipo e di capire il perché di ogni risposta.
In sintesi
Il deficit di GH è la carenza di somatotropina ipofisaria, isolata o nell’ambito di un ipopituitarismo, congenita o acquisita per tumori, radioterapia, traumi e malattie infiltrative. Nel bambino si manifesta con rallentamento della crescita, adiposità ed età ossea ritardata; nell’adulto con alterazioni della composizione corporea e del benessere. Il GH basale non serve: si usano IGF-1 come screening e test di stimolo per la conferma, seguiti dalla risonanza ipofisaria. La terapia è il GH ricombinante, con monitoraggio dell’IGF-1 e attenzione agli altri assi. Ricordare questi passaggi rende il caso clinico al concorso prevedibile.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
