Frattura del capitello radiale: guida SSM
6 Ottobre 2026 · admin
La frattura del capitello radiale è la frattura della testa del radio, la porzione prossimale che si articola con il capitello omerale e con l’incisura radiale dell’ulna. È la frattura più comune del gomito nell’adulto e, nella grande maggioranza dei casi, è una lesione semplice che guarisce bene con un trattamento funzionale. Tuttavia può far parte di quadri molto più complessi, come la lussazione del gomito o la lesione di Essex-Lopresti, e proprio questa doppia natura la rende interessante per il Concorso SSM: bisogna saper riconoscere quando è banale e quando è la spia di un’instabilità.
Questa scheda affronta definizione, meccanismo, classificazione nelle sue linee generali, clinica, imaging, trattamento conservativo e chirurgico, complicanze, errori frequenti e il modo in cui l’argomento viene proposto nei quiz. È materiale didattico e non un’indicazione per casi personali.
Che cos’è la frattura del capitello radiale
La testa del radio ha una forma a disco, con una superficie concava superiore che si articola con il capitello omerale e una circonferenza articolare che ruota all’interno dell’incisura radiale dell’ulna, tenuta in sede dal legamento anulare. Partecipa quindi sia alla flesso-estensione del gomito sia alla prono-supinazione dell’avambraccio. Ha inoltre un ruolo di stabilizzatore secondario contro le sollecitazioni in valgo, accanto al legamento collaterale mediale, e di stabilizzatore longitudinale dell’avambraccio, insieme alla membrana interossea e alla radio-ulnare distale.
Nel bambino la lesione equivalente è più spesso una frattura del collo del radio, perché la testa è in gran parte cartilaginea; nell’adulto prevale la frattura della testa. Le fratture del capitello radiale possono essere isolate oppure associate a lesioni legamentose del gomito, a fratture della coronoide, alla lussazione del gomito e a lesioni dell’avambraccio e del polso.
Meccanismo e classificazione
Il meccanismo tipico è la caduta sulla mano tesa con il gomito esteso o lievemente flesso e l’avambraccio in pronazione: la forza assiale trasmessa lungo il radio spinge la testa contro il capitello omerale, che la frattura. Spesso si aggiunge una componente in valgo, che può lesionare anche il complesso legamentoso mediale.
La classificazione più nota è quella di Mason, che distingue tipi in base allo spostamento e alla comminuzione. Il tipo I comprende fratture composte o con spostamento minimo, senza blocco meccanico della rotazione; il tipo II fratture parziali della testa con spostamento significativo; il tipo III fratture comminute che interessano tutta la testa. Una modifica successiva ha aggiunto un tipo IV, che indica la frattura del capitello associata a lussazione del gomito. Per il concorso basta ricordare questa logica: dal tipo I, trattato in modo funzionale, ai tipi più alti, che richiedono spesso la chirurgia, con il tipo IV che segnala un’instabilità del gomito.
Quadro clinico
Il paziente riferisce dolore sul versante laterale del gomito, aggravato dalla rotazione dell’avambraccio, con tumefazione e limitazione dei movimenti. La palpazione della testa del radio, appena distale all’epicondilo laterale, evoca dolore localizzato, che aumenta durante la prono-supinazione passiva. Spesso è presente un versamento articolare, un emartro, che distende la capsula e contribuisce al dolore.
Un passaggio decisivo dell’esame è distinguere la limitazione da dolore dal blocco meccanico della rotazione. Una manovra classica consiste nell’aspirare l’emartro e infiltrare l’articolazione con anestetico locale attraverso il «punto molle» laterale, al centro del triangolo formato da epicondilo laterale, testa del radio e olecrano; se dopo l’anestesia la prono-supinazione resta bloccata, un frammento interferisce meccanicamente e l’indicazione chirurgica diventa più probabile.
Bisogna sempre esaminare il polso e l’avambraccio. Dolore alla radio-ulnare distale o lungo la membrana interossea fa sospettare la lesione di Essex-Lopresti, cioè la frattura del capitello associata a rottura della membrana interossea e lesione della radio-ulnare distale, con instabilità longitudinale dell’avambraccio. Va valutato anche il versante mediale del gomito, per possibili lesioni legamentose, e devono essere documentati lo stato vascolare e la funzione dei nervi, compreso il nervo interosseo posteriore, che decorre vicino al collo del radio.
Imaging della frattura del capitello radiale
Le radiografie del gomito in proiezione antero-posteriore e laterale sono l’esame iniziale. A volte la frattura composta non si vede, ma la presenza di un emartro si riconosce dai segni dei cuscinetti adiposi: il cuscinetto anteriore sollevato, che assume il profilo detto «a vela», e soprattutto la comparsa del cuscinetto posteriore, normalmente non visibile, sono indizi di frattura intrarticolare anche quando la rima non è evidente. Nell’adulto, un versamento post-traumatico senza frattura visibile deve far pensare in primo luogo a una frattura occulta del capitello radiale; nel bambino a una frattura sovracondiloidea composta.
Una proiezione dedicata, la proiezione radio-capitellare obliqua, permette di vedere meglio la testa del radio senza sovrapposizioni. La TC è indicata per valutare numero e spostamento dei frammenti, per classificare le forme complesse e per pianificare la chirurgia, oltre che per cercare lesioni associate come la frattura della coronoide. In caso di sospetta Essex-Lopresti vanno eseguite radiografie del polso, spesso comparative, per valutare la varianza ulnare. La risonanza magnetica può essere utile nello studio delle lesioni legamentose associate.
Trattamento
Conservativo
Le fratture composte o minimamente scomposte senza blocco meccanico, cioè le forme di tipo I, si trattano in modo funzionale: un breve periodo di riposo in un tutore o una fascia reggibraccio per il controllo del dolore, seguito da una mobilizzazione attiva precoce, entro pochi giorni, appena il dolore lo consente. L’aspirazione dell’emartro può ridurre il dolore. Lunghe immobilizzazioni in gesso sono da evitare, perché il gomito tende a irrigidirsi e la rigidità è la complicanza più frequente.
Chirurgico
La chirurgia è indicata nelle fratture scomposte con blocco meccanico della rotazione, nelle fratture con frammenti grandi e spostati e nelle forme associate a instabilità del gomito o dell’avambraccio. Le opzioni sono la riduzione cruenta e sintesi con viti o piccole placche, quando la testa è ricostruibile, oppure la sostituzione protesica della testa del radio nelle forme comminute non ricostruibili, specie se associate a instabilità. La semplice asportazione della testa, un tempo diffusa, viene riservata oggi a casi selezionati e a bassa richiesta funzionale, perché in presenza di lesioni legamentose o della membrana interossea può portare a instabilità in valgo del gomito e a migrazione prossimale del radio. Durante la chirurgia della testa e del collo del radio bisogna proteggere il nervo interosseo posteriore.
Quando la frattura del capitello fa parte di una lussazione del gomito, il trattamento deve affrontare anche le altre lesioni: la combinazione di lussazione, frattura del capitello radiale e frattura della coronoide è nota come «triade terribile» del gomito ed va trattata come una lesione unitaria, con sintesi o protesi del capitello, riparazione della coronoide e dei legamenti laterali.
Complicanze
La complicanza più comune è la rigidità del gomito, in particolare la perdita degli ultimi gradi di estensione, che può persistere anche dopo fratture semplici. Altre complicanze sono il consolidamento vizioso con conflitto durante la rotazione, la pseudoartrosi, l’artrosi radio-capitellare, le ossificazioni eterotopiche, la necrosi della testa nelle forme scomposte, la lesione del nervo interosseo posteriore in chirurgia, l’instabilità residua del gomito e l’instabilità longitudinale dell’avambraccio quando una lesione di Essex-Lopresti non viene riconosciuta. Nelle protesi possono verificarsi mobilizzazione o un sovradimensionamento dell’impianto, che altera la meccanica dell’articolazione.
Errori tipici e diagnosi differenziale
Il primo errore è non dare importanza ai segni dei cuscinetti adiposi: un gomito traumatico con versamento e radiografie apparentemente negative va gestito come una possibile frattura occulta. Il secondo è immobilizzare troppo a lungo una frattura semplice, provocando una rigidità più invalidante della frattura stessa. Il terzo è non esaminare polso e avambraccio, mancando una Essex-Lopresti. Il quarto è asportare la testa del radio in presenza di instabilità legamentosa.
La diagnosi differenziale del dolore laterale al gomito dopo trauma comprende la frattura del capitello omerale, la frattura del collo del radio, la lussazione del gomito ridotta spontaneamente, le fratture della coronoide e le lesioni del legamento collaterale laterale. In assenza di trauma acuto, il dolore laterale suggerisce piuttosto l’epicondilite. Nel bambino piccolo con dolore al gomito dopo trazione del braccio si pensa alla pronazione dolorosa. Le fratture dell’omero distale e prossimale, con il loro diverso carico di complicanze, sono descritte nella scheda sulla frattura dell’omero.
Come cade la frattura del capitello radiale al concorso
Le domande sulla frattura del capitello radiale si concentrano su alcuni nodi. Il primo è radiologico: un gomito traumatizzato con radiografia senza rima evidente ma con il segno della vela e del cuscinetto posteriore, e la risposta è la frattura occulta del capitello radiale nell’adulto. Il secondo è terapeutico: una frattura composta senza blocco meccanico si tratta con mobilizzazione precoce, non con un gesso di settimane. Il terzo riguarda le associazioni: la triade terribile del gomito e la lesione di Essex-Lopresti. Possono comparire anche domande sul meccanismo, caduta sulla mano tesa, e sulla classificazione di Mason.
Per abituarti a riconoscere queste associazioni nei casi clinici, è utile risolvere quesiti con spiegazione dettagliata: sulla Piattaforma Accademia le simulazioni commentate chiariscono il ragionamento dietro ogni opzione. Chi è attratto dalla chirurgia dell’arto superiore può informarsi sul percorso della specializzazione in ortopedia e traumatologia.
In sintesi
La frattura del capitello radiale è la frattura più comune del gomito nell’adulto e nasce di solito da una caduta sulla mano tesa. Si sospetta per dolore laterale aggravato dalla rotazione e si cerca alla radiografia, ricordando che i segni dei cuscinetti adiposi possono essere l’unico indizio. Si classifica secondo Mason. Le forme composte senza blocco meccanico si trattano con mobilizzazione precoce; le forme scomposte o comminute con sintesi o protesi della testa radiale. Vanno sempre cercate lesioni associate del gomito, dell’avambraccio e del polso, e la complicanza più frequente da prevenire è la rigidità.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
