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Concorso SSM

Galattosemia: clinica, diagnosi e terapia per l’SSM

6 Ottobre 2026 · admin

Galattosemia: clinica, diagnosi e terapia per l’SSM

La galattosemia è una malattia metabolica ereditaria del metabolismo dei carboidrati in cui l’organismo non riesce a trasformare il galattosio in glucosio. Il galattosio deriva in gran parte dal lattosio del latte, materno o formulato, e per questo la forma classica si manifesta nei primi giorni di vita, non appena il neonato inizia ad alimentarsi. Al Concorso SSM è uno degli argomenti di pediatria metabolica più frequenti: un neonato che vomita, diventa itterico e sviluppa una sepsi da Escherichia coli è un caso che va riconosciuto al primo sguardo, così come la cataratta del lattante che regredisce togliendo il latte.

Che cos’è la galattosemia

Il lattosio viene scisso nell’intestino in glucosio e galattosio. Il galattosio assorbito segue la via di Leloir: viene fosforilato dalla galattochinasi a galattosio-1-fosfato, poi la galattosio-1-fosfato uridiltransferasi (GALT) lo trasforma, scambiandolo con l’UDP-glucosio, in UDP-galattosio e glucosio-1-fosfato; infine l’UDP-galattosio-4-epimerasi riconverte l’UDP-galattosio in UDP-glucosio. Un difetto in uno qualunque di questi tre passaggi fa accumulare galattosio e i suoi metaboliti, ma la gravità clinica cambia molto a seconda dell’enzima.

Tutte le forme si trasmettono con modalità autosomica recessiva. Il termine galattosemia senza altre specificazioni indica di solito la forma classica, da deficit grave di GALT, che è anche la più importante e la più severa. Esistono varianti con attività enzimatica parzialmente conservata, come la variante Duarte, che in genere non richiede trattamento o richiede solo un monitoraggio.

Il difetto enzimatico e i metaboliti tossici

Nella forma classica il blocco della GALT fa accumulare galattosio-1-fosfato all’interno delle cellule, soprattutto in fegato, rene, cervello e cristallino. Il galattosio-1-fosfato è considerato il principale responsabile della tossicità epatica, renale e cerebrale: sequestra fosfato, inibisce enzimi del metabolismo glucidico e altera la glicosilazione delle proteine. Il galattosio in eccesso viene inoltre ridotto dall’aldoso reduttasi a galattitolo, un alcol che non diffonde fuori dalle cellule e richiama acqua per effetto osmotico: nel cristallino questo processo determina rigonfiamento delle fibre e opacità, cioè cataratta.

Nel deficit di galattochinasi il galattosio non viene fosforilato: non si forma galattosio-1-fosfato, mancano quindi il danno epatico, renale e cerebrale, ma si forma comunque galattitolo e il segno principale resta la cataratta bilaterale. Il deficit di epimerasi esiste in una forma limitata agli eritrociti, quasi sempre benigna, e in una forma generalizzata rarissima che ricorda la classica.

Forma Enzima Metabolita accumulato Quadro
Classica galattosio-1-fosfato uridiltransferasi galattosio-1-fosfato e galattitolo grave: fegato, rene, cervello, sepsi, cataratta
Deficit di galattochinasi galattochinasi galattosio e galattitolo cataratta, in genere senza altri danni
Deficit di epimerasi UDP-galattosio-4-epimerasi UDP-galattosio forma periferica benigna, forma generalizzata rara

Quadro clinico della forma classica

Il neonato appare normale alla nascita. Dopo pochi giorni di alimentazione con latte compaiono rifiuto del pasto, vomito, diarrea, scarso accrescimento e letargia. Il danno epatico si manifesta con ittero, inizialmente a bilirubina indiretta e poi con una quota coniugata crescente, epatomegalia, alterazione della coagulazione, ipoglicemia, ascite; il quadro può evolvere rapidamente verso un’insufficienza epatica acuta. Un neonato con ittero neonatale prolungato e segni di malattia sistemica deve sempre far pensare a una causa metabolica, galattosemia in testa.

Il rene presenta una tubulopatia prossimale simile alla sindrome di Fanconi, con aminoaciduria, glicosuria e acidosi metabolica. Il cervello può essere colpito con edema, ipotonia e, nei casi gravi, convulsioni. Un aspetto da conoscere perfettamente è la predisposizione alla sepsi neonatale da Escherichia coli, che può essere la prima manifestazione e che talvolta precede la diagnosi metabolica: si ritiene che il galattosio inibisca l’attività battericida dei neutrofili. La cataratta, inizialmente con un aspetto a goccia d’olio visibile con l’oftalmoscopio, può comparire già nelle prime settimane.

A lungo termine, anche nei pazienti trattati precocemente e con buona aderenza alla dieta, possono comparire complicanze che sembrano dipendere da una produzione endogena di galattosio: difficoltà di apprendimento, disturbi del linguaggio come la disprassia verbale, tremore e atassia, ridotta densità ossea. Nelle femmine è molto frequente l’insufficienza ovarica precoce, con ipogonadismo ipergonadotropo, un dato che compare spesso nelle domande di follow-up.

Diagnosi e screening della galattosemia

In molti programmi la galattosemia classica è inclusa nello screening neonatale su goccia di sangue, con la misura del galattosio totale e dell’attività della GALT; un risultato positivo va confermato rapidamente perché i sintomi possono comparire prima del referto. Il test di conferma è il dosaggio dell’attività della GALT negli eritrociti, insieme al galattosio-1-fosfato eritrocitario e all’analisi molecolare del gene.

Un vecchio indizio clinico è la presenza di sostanze riducenti nelle urine in assenza di glicosuria al test specifico per il glucosio: il galattosio dà positività ai metodi non specifici. Oggi è soprattutto una nozione da esame, perché il test può risultare negativo se il bambino non assume latte o vomita molto. Un limite importante riguarda le trasfusioni: se il neonato è stato trasfuso, il dosaggio enzimatico eritrocitario rifletterà i globuli rossi del donatore e potrà risultare falsamente normale, e la conferma andrà fatta con la genetica o ripetuta a distanza.

Nel sospetto clinico non si attende la conferma: sospendere il latte è un provvedimento immediato e a basso rischio, che si adotta subito mentre si inviano gli esami.

Terapia

Il cardine del trattamento è l’eliminazione del galattosio e del lattosio dalla dieta. Nel neonato si sospende il latte materno e qualsiasi formula a base di latte vaccino e si passa a formule a base di proteine della soia o a idrolisati privi di lattosio; si tratta di una delle poche situazioni in cui l’allattamento al seno è controindicato. Con la sospensione i sintomi acuti regrediscono in pochi giorni, il danno epatico e renale si risolve e la cataratta precoce può regredire.

La restrizione riguarda per tutta la vita il latte e i latticini, mentre per frutta, verdura e legumi, che contengono piccole quote di galattosio libero, le indicazioni più recenti sono meno rigide perché l’apporto è trascurabile rispetto alla produzione endogena. Si affiancano supplementazione di calcio e vitamina D, monitoraggio periodico del galattosio-1-fosfato eritrocitario, valutazioni dello sviluppo neuropsicologico e logopedico, controlli oculistici e, nelle ragazze, valutazione endocrinologica della funzione ovarica con eventuale terapia ormonale sostitutiva. Nella fase acuta si trattano sepsi, coagulopatia e ipoglicemia con le misure di supporto abituali.

Diagnosi differenziale

Un neonato con vomito, ittero, epatomegalia, coagulopatia e letargia pone una diagnosi differenziale ampia. Fra le cause infettive vanno considerate la sepsi batterica, che può coesistere con la galattosemia, e le infezioni congenite come citomegalovirus, toxoplasmosi e herpes. Fra le cause metaboliche rientrano la tirosinemia di tipo 1, che dà insufficienza epatica e tubulopatia con succinilacetone urinario; l’intolleranza ereditaria al fruttosio, che però si manifesta solo quando il lattante assume fruttosio o saccarosio con lo svezzamento o con alcune formule; i difetti del ciclo dell’urea, che si presentano con iperammoniemia; le malattie mitocondriali. Una cataratta congenita o precoce, invece, entra in diagnosi differenziale con la rosolia congenita, le cataratte ereditarie isolate, l’ipocalcemia e le altre cause sistemiche.

Errori tipici da evitare

Il primo errore è dimenticare il legame fra galattosemia e sepsi da Escherichia coli: in un caso clinico con un neonato settico, itterico e con epatomegalia, la galattosemia è spesso la risposta attesa alla domanda sulla causa sottostante. Il secondo è confondere il deficit di galattochinasi, che dà soprattutto cataratta, con la forma classica, che dà il quadro sistemico. Il terzo è pensare che la dieta prevenga ogni complicanza: i disturbi cognitivi e l’insufficienza ovarica possono comparire nonostante una buona aderenza. Il quarto è proporre il latte materno come scelta migliore anche in questa malattia: qui è controindicato. Infine, attenzione al falso negativo del dosaggio eritrocitario dopo trasfusione e al falso negativo della ricerca di sostanze riducenti in un bambino che non assume latte.

Come cade la galattosemia al concorso

Il formato tipico è un caso clinico di un neonato a termine, nato senza problemi, che dopo qualche giorno di allattamento presenta vomito, ittero, epatomegalia e talvolta emocoltura positiva per Escherichia coli; si chiede la diagnosi più probabile, l’enzima carente, il provvedimento terapeutico immediato (sospendere il latte) o l’esame di conferma. Varianti frequenti riguardano la cataratta da accumulo di galattitolo e il ruolo dell’aldoso reduttasi, il confronto con l’intolleranza al fruttosio, la complicanza ovarica a lungo termine nelle pazienti adulte, la presenza di sostanze riducenti non glucosio nelle urine.

Le domande di biochimica, invece, chiedono di riconoscere la via di Leloir e il prodotto della reazione catalizzata dalla GALT. Un ripasso efficace mette in fila le malattie del metabolismo dei carboidrati e le confronta per età di esordio e alimento scatenante, insieme alla fenilchetonuria, che è l’altro grande modello di malattia trattata con la dieta. Per esercitarti su casi di questo tipo, con la spiegazione di ogni alternativa, puoi usare le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia.

In sintesi

La galattosemia classica è una malattia autosomica recessiva da deficit della galattosio-1-fosfato uridiltransferasi. L’accumulo di galattosio-1-fosfato danneggia fegato, rene e cervello, mentre il galattitolo causa cataratta. Il neonato si ammala dopo i primi pasti di latte con vomito, ittero, epatomegalia, coagulopatia, tubulopatia e rischio di sepsi da Escherichia coli. Lo screening neonatale e il dosaggio enzimatico permettono la diagnosi, ma al sospetto si sospende subito il latte. La terapia è una dieta priva di lattosio per tutta la vita, che però non previene del tutto i disturbi cognitivi e l’insufficienza ovarica precoce. Il deficit di galattochinasi, invece, si limita in genere alla cataratta.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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