Gastrite eosinofila: diagnosi e terapia per l’SSM
6 Ottobre 2026 · admin
La gastrite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica dello stomaco caratterizzata da un infiltrato di eosinofili nella parete gastrica in quantità patologica, in assenza di altre cause note di eosinofilia tissutale. Fa parte del gruppo delle malattie gastrointestinali eosinofile primitive, insieme all’esofagite eosinofila, alla gastroenterite eosinofila e alla colite eosinofila. Per il Concorso SSM è un tema poco frequente ma ad alto rendimento, perché il caso clinico è riconoscibile e le domande vertono su pochi punti chiave: biopsie multiple, esclusione delle cause secondarie e risposta ai corticosteroidi.
Che cos’è la gastrite eosinofila
La gastrite eosinofila è una condizione in cui gli eosinofili infiltrano la mucosa e, in alcune forme, gli strati più profondi della parete gastrica, provocando sintomi digestivi, malassorbimento o complicanze ostruttive. Spesso il processo coinvolge anche il duodeno o il tenue, e in questi casi si parla di gastroenterite eosinofila. La malattia può comparire a qualunque età, dai bambini agli adulti, e frequentemente si accompagna a una storia personale o familiare di atopia: asma, rinite allergica, dermatite atopica, allergie alimentari.
Una classificazione molto utile, perché predice la clinica, è quella di Klein, che distingue tre forme in base allo strato prevalentemente coinvolto. La forma mucosa, la più comune, dà dolore, nausea, vomito, diarrea, anemia e perdita proteica. La forma muscolare ispessisce la parete e può causare ostruzione, in particolare a livello antropilorico. La forma sierosa, la più rara, si manifesta con ascite ricca di eosinofili. Questa tripartizione è un classico da quesito.
Eziopatogenesi
Il meccanismo è immunologico. Si ritiene che antigeni alimentari o ambientali attivino una risposta di tipo Th2, con produzione di interleuchine come IL-4, IL-5 e IL-13 ed eotassine, che richiamano e attivano gli eosinofili nei tessuti. Gli eosinofili rilasciano proteine granulari citotossiche e mediatori pro-infiammatori che danneggiano la mucosa e, nelle forme profonde, la parete muscolare. Il legame con l’atopia e la frequente presenza di IgE elevate rafforzano questa interpretazione, anche se una quota di pazienti non ha alcuna storia allergica.
Il punto centrale per la diagnosi è che la gastrite eosinofila primitiva è una diagnosi di esclusione. Un infiltrato eosinofilo nello stomaco può essere secondario a parassitosi intestinali (come strongiloidiasi, anisakiasi, ascaridiasi), a farmaci, a malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn, a vasculiti come la granulomatosi eosinofila con poliangioite, alla sindrome ipereosinofila, a neoplasie ematologiche e a connettiviti. Solo dopo aver escluso queste condizioni si parla di forma primitiva.
Quadro clinico
I sintomi sono aspecifici e questo spiega i ritardi diagnostici. Nella forma mucosa prevalgono dolore epigastrico, nausea, vomito, sazietà precoce, diarrea e, nei casi con interessamento del tenue, malassorbimento con calo ponderale, anemia sideropenica e ipoalbuminemia da enteropatia protido-disperdente. Nei bambini può esserci un ritardo di crescita.
La forma muscolare si presenta con un quadro da ostruzione dello svuotamento gastrico: vomito postprandiale, distensione, sazietà precoce, perdita di peso. In questi casi la diagnosi differenziale con una neoplasia antrale o con una stenosi da ulcera è obbligatoria. La forma sierosa si manifesta con ascite e distensione addominale; la paracentesi mostra un liquido essudativo con abbondanti eosinofili, reperto molto suggestivo.
Nella maggior parte dei pazienti si trova un’eosinofilia periferica, ma la sua assenza non esclude la diagnosi: un errore da non commettere è basarsi solo sull’emocromo.
Diagnosi
La diagnosi si basa su tre elementi: sintomi gastrointestinali, dimostrazione istologica di un infiltrato eosinofilo patologico e esclusione delle cause secondarie. La gastroscopia può mostrare una mucosa eritematosa, edematosa, nodulare o ulcerata, ma spesso è macroscopicamente normale: per questo motivo è fondamentale eseguire biopsie multiple, sia nell’antro sia nel corpo, e anche nel duodeno, anche quando la mucosa appare sana. L’infiltrato è spesso a chiazze e una sola biopsia può essere negativa.
Nelle forme muscolari la biopsia endoscopica superficiale può essere non diagnostica, perché l’infiltrato è profondo; in questi casi si ricorre a biopsie più profonde, all’ecoendoscopia o, raramente, alla biopsia a tutto spessore chirurgica. La TC può mostrare ispessimento della parete gastrica e ascite. Nella forma sierosa la paracentesi è l’esame chiave.
Gli esami per escludere le cause secondarie comprendono l’esame parassitologico delle feci su più campioni e la sierologia per Strongyloides (fondamentale prima di iniziare steroidi), il dosaggio delle IgE totali e specifiche, la valutazione di autoanticorpi e ANCA se si sospetta una vasculite, lo studio ematologico se l’eosinofilia è marcata o persistente.
Terapia medica, dietetica e chirurgica
I corticosteroidi sistemici sono la terapia di prima linea e determinano nella maggior parte dei casi una risposta rapida, con miglioramento dei sintomi in tempi brevi e successiva riduzione graduale della dose. Le recidive alla sospensione sono frequenti e alcuni pazienti richiedono terapie di mantenimento a basso dosaggio o steroidi a minore assorbimento sistemico, come la budesonide.
Le diete di eliminazione, empiriche o guidate dai test allergologici, e nei bambini le formule elementari, possono essere efficaci soprattutto nelle forme mucose. Come farmaci risparmiatori di steroidi si usano stabilizzatori dei mastociti, antagonisti dei leucotrieni e antistaminici, con evidenze limitate; nei casi refrattari si impiegano immunosoppressori e, in casi selezionati e in ambito specialistico, farmaci biologici che agiscono sulla via dell’IL-5 o dell’IL-4/IL-13. Gli inibitori di pompa protonica sono utili come supporto sintomatico.
La chirurgia è riservata alle complicanze, come l’ostruzione refrattaria nella forma muscolare o la perforazione, e va evitata se possibile perché la malattia può recidivare. Nella pratica, molte resezioni sono state fatte nell’ipotesi di una neoplasia, con la diagnosi posta poi sul pezzo operatorio.
Diagnosi differenziale
Le principali diagnosi da considerare sono le parassitosi, da escludere sempre prima degli steroidi; l’ulcera peptica e la gastrite da Helicobacter; il carcinoma gastrico, soprattutto nelle forme con ispessimento parietale e ostruzione; il linfoma gastrico; il morbo di Crohn con interessamento gastroduodenale; la celiachia quando prevale il malassorbimento; le vasculiti eosinofile e la sindrome ipereosinofila, che hanno coinvolgimento d’organo multiplo. Il criterio guida è che nella forma primitiva la malattia resta confinata al tubo digerente.
Errori tipici
Il primo errore è non fare biopsie perché la mucosa sembra normale. Il secondo è iniziare i corticosteroidi senza avere escluso la strongiloidiasi: in un paziente infestato lo steroide può scatenare una sindrome da iperinfestazione potenzialmente fatale. Il terzo è escludere la diagnosi per l’assenza di eosinofilia periferica. Il quarto è non considerare la gastrite eosinofila nel paziente con ascite essudativa ricca di eosinofili o con un quadro ostruttivo antrale senza neoplasia. Infine, è un errore considerare la chirurgia come terapia, quando è solo il trattamento delle complicanze.
Come cade la gastrite eosinofila al concorso
Il caso tipico presenta un giovane adulto con storia di asma o allergie alimentari, dolore epigastrico, vomito e diarrea, eosinofilia all’emocromo e un’endoscopia poco significativa. La domanda chiede quale sia il passo diagnostico corretto (biopsie multiple anche su mucosa normale) oppure quale esame vada eseguito prima della terapia (ricerca dei parassiti, in particolare Strongyloides), oppure quale sia la terapia di prima scelta (corticosteroidi). Una variante descrive ascite con liquido ricco di eosinofili e chiede di riconoscere la forma sierosa della classificazione di Klein.
Le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia sono utili per allenare proprio questo tipo di ragionamento per esclusione, che nei quesiti sulle malattie eosinofile è più importante della memoria pura. Ripassa anche il malassorbimento e la paracentesi, che compaiono spesso nello stesso caso.
In sintesi
La gastrite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica dello stomaco con infiltrato eosinofilo patologico, spesso associata ad atopia. Secondo la classificazione di Klein si distinguono le forme mucosa, muscolare e sierosa, con quadri clinici diversi: malassorbimento e dolore, ostruzione, ascite eosinofila. La diagnosi richiede biopsie multiple anche su mucosa apparentemente normale e l’esclusione delle cause secondarie, prime fra tutte le parassitosi. La terapia di prima linea sono i corticosteroidi, con diete di eliminazione e farmaci risparmiatori di steroidi come opzioni aggiuntive; la chirurgia è riservata alle complicanze.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
