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Concorso SSM

Intertrigine: cause, clinica, terapia e concorso

6 Ottobre 2026 · admin

Intertrigine: cause, clinica, terapia e concorso

L’intertrigine è una dermatite infiammatoria delle pieghe cutanee, causata dall’azione combinata di attrito, umidità e calore. È una delle condizioni dermatologiche più frequenti nella pratica quotidiana, dalla medicina generale ai reparti di degenza, dalle residenze per anziani all’ambulatorio pediatrico. Proprio perché è così comune, viene spesso trattata in modo approssimativo, con creme combinate applicate a caso. Per il Concorso SSM e per i concorsi sanitari, invece, è un argomento che premia il ragionamento: bisogna distinguere la forma irritativa semplice dalle sovrainfezioni e dalle dermatosi che si localizzano nelle pieghe imitandola.

Che cos’è l’intertrigine

Con il termine intertrigine si indica un’infiammazione delle superfici cutanee che si trovano a contatto fra loro all’interno di una piega. Le sedi tipiche sono le pieghe inframammarie, le ascelle, le pieghe inguinali, la piega interglutea, il solco sottoaddominale nelle persone con pannicolo abbondante, gli spazi interdigitali dei piedi e delle mani, le pieghe del collo nei lattanti e la regione retroauricolare. La lesione di base è un eritema simmetrico, a specchio sui due versanti della piega, che può macerarsi, fissurarsi ed essudare.

Nella sua forma primaria l’intertrigine è una dermatite irritativa, non infettiva. Tuttavia la cute macerata, calda e umida è un ambiente ideale per la proliferazione di lieviti, batteri e funghi, per cui le sovrainfezioni sono frequenti e rappresentano la parte più interessante dell’argomento dal punto di vista clinico e concorsuale.

Fattori di rischio

Il fattore più importante è l’obesità, che aumenta il numero e la profondità delle pieghe, la superficie di contatto e la sudorazione. Il diabete mellito favorisce le infezioni, soprattutto da Candida, e un’intertrigine ricorrente o resistente può essere un indizio di diabete non ancora diagnosticato. Contano poi l’iperidrosi, il clima caldo e umido, l’attività fisica intensa, gli indumenti stretti e sintetici, l’igiene insufficiente o, al contrario, eccessivamente aggressiva.

Nei pazienti anziani e allettati si aggiungono l’immobilità, l’incontinenza urinaria e fecale, l’uso di presidi assorbenti e la difficoltà a mantenere asciutte le pieghe; nei lattanti il pannolino, la saliva e il latte che ristagnano nelle pieghe del collo. L’immunodepressione, le terapie antibiotiche ad ampio spettro e quelle corticosteroidee favoriscono la sovrainfezione da lieviti. Anche le grandi mammelle, le protesi, i tutori e le ernie o i laparoceli voluminosi creano pieghe dove la malattia si sviluppa.

Fisiopatologia: attrito, umidità e barriera cutanea

Nelle pieghe la cute è sottoposta a uno sfregamento continuo durante i movimenti. L’umidità, dovuta al sudore che non riesce a evaporare e talvolta a urine o feci, macera lo strato corneo, riducendone la coesione e la funzione di barriera. La cute macerata è più vulnerabile all’attrito e si erode facilmente; il calore locale aumenta ulteriormente la sudorazione, chiudendo un circolo vizioso. Anche il pH della superficie cutanea, che normalmente è lievemente acido e protegge dalla proliferazione microbica, tende a spostarsi verso valori meno favorevoli in condizioni di occlusione.

La barriera danneggiata consente a irritanti e microrganismi di penetrare e di scatenare infiammazione. I microrganismi più spesso coinvolti sono Candida albicans, i dermatofiti, il Corynebacterium minutissimum responsabile dell’eritrasma, gli streptococchi beta-emolitici di gruppo A, soprattutto nei bambini, gli stafilococchi e, negli spazi interdigitali dei piedi, i bacilli gram-negativi come Pseudomonas, che possono dare quadri macerativi e maleodoranti.

Clinica e inquadramento delle forme

L’intertrigine semplice si presenta con eritema, bruciore, prurito e talvolta dolore, a margini sfumati, specchiato sui due lati della piega; nelle forme più intense la cute è macerata, biancastra, con fissurazioni sul fondo della piega, essudazione e cattivo odore. Non esiste una stadiazione formale, ma per il ragionamento clinico conviene descrivere la malattia in tre livelli generali: una forma lieve con solo eritema, una forma moderata con macerazione ed erosioni, e una forma complicata, con sovrainfezione o estensione oltre la piega.

La sovrainfezione da Candida è la più comune: l’eritema diventa rosso vivo, lucido, umido, con un bordo frastagliato e piccole papule o pustole satelliti al di fuori della lesione principale. Le infezioni da dermatofiti, descritte nell’articolo sulla dermatofitosi, si presentano invece con un bordo attivo, rilevato, desquamante, e una tendenza alla risoluzione centrale; nella piega inguinale si parla di tinea cruris, negli spazi interdigitali dei piedi di tinea pedis, spesso associata all’onicomicosi. L’eritrasma si manifesta con chiazze bruno-rossastre, ben delimitate, poco infiammate e poco pruriginose, tipicamente nell’inguine, nelle ascelle e negli spazi interdigitali. L’intertrigine streptococcica del bambino è un eritema rosso vivo, nettamente delimitato, maleodorante, senza lesioni satelliti, nelle pieghe del collo, delle ascelle o dell’inguine.

Diagnosi e diagnosi differenziale

La diagnosi è in prima battuta clinica, ma quando si sospetta una sovrainfezione si possono eseguire esami semplici e molto informativi. L’esame microscopico diretto delle squame con idrossido di potassio mostra pseudoife e lieviti nella candidosi e ife settate nelle dermatofitosi; la coltura identifica la specie. La lampada di Wood è il test classico per l’eritrasma, che emette una fluorescenza rosso corallo dovuta alle porfirine prodotte dal batterio. Nel bambino con intertrigine molto rossa e maleodorante è utile il tampone per streptococco.

Nella diagnosi differenziale rientrano numerose dermatosi che prediligono le pieghe. La psoriasi inversa dà placche rosse, lucide, nettamente delimitate e quasi prive di squame, spesso con interessamento della piega interglutea e di altre sedi tipiche; la dermatite seborroica interessa le pieghe insieme a cuoio capelluto, sopracciglia e solchi naso-labiali; la dermatite da contatto, irritativa o allergica, può essere causata proprio dai prodotti applicati per curare l’intertrigine. Vanno considerati anche la malattia di Hailey-Hailey, con erosioni e fissurazioni ricorrenti nelle pieghe, l’idrosadenite suppurativa, con noduli, ascessi e fistole nelle ascelle e nell’inguine, l’acanthosis nigricans, con ispessimento vellutato e scuro associato all’insulino-resistenza, e raramente la malattia di Paget extramammaria, da sospettare in una chiazza inguinale o perianale che non risponde alla terapia.

Prevenzione

La prevenzione si basa sul controllo dell’umidità e dell’attrito. Le pieghe vanno lavate con detergenti delicati, risciacquate bene e asciugate con cura, tamponando senza strofinare; si possono interporre nelle pieghe tessuti traspiranti o garze, eventualmente specifiche per assorbire l’umidità, e preferire indumenti in cotone, larghi e non sintetici. Nei pazienti obesi il calo ponderale riduce il problema alla radice; nei diabetici il buon controllo glicemico riduce le recidive infettive. Nei pazienti allettati o incontinenti, la cura delle pieghe fa parte dell’igiene quotidiana affidata al personale di assistenza, ed è infatti un tema che rientra tra le mansioni dell’OSS, insieme alla gestione dei presidi per l’incontinenza.

Vanno evitati i talchi in polvere che si impastano con il sudore, i saponi aggressivi, i prodotti profumati e gli antisettici colorati o irritanti. Le paste protettive a base di ossido di zinco possono essere utili nelle forme irritative e da incontinenza, ma non vanno applicate in strato spesso su un’infezione non trattata.

Trattamento

Nell’intertrigine semplice la terapia consiste nel ridurre umidità e attrito, con eventuale applicazione di prodotti barriera e, per pochi giorni, di un corticosteroide topico di bassa potenza per controllare l’infiammazione. Nelle pieghe la cute è sottile e l’occlusione naturale aumenta l’assorbimento dei farmaci: per questo gli steroidi potenti e l’uso prolungato vanno evitati, perché causano atrofia, strie e teleangectasie, oltre a favorire le infezioni fungine.

La sovrainfezione da Candida si tratta con antimicotici topici, come gli imidazolici o la nistatina, associati alle misure per mantenere asciutta la piega; la terapia orale con antifungini è riservata alle forme estese, recidivanti o nei pazienti immunodepressi. Le dermatofitosi rispondono agli antimicotici topici come gli imidazolici o la terbinafina, e nelle forme estese o con interessamento ungueale alla terapia sistemica. L’eritrasma si tratta con antibiotici topici come l’eritromicina o con preparati imidazolici, che hanno anche attività antibatterica; nelle forme estese si usa un macrolide per via orale. L’intertrigine streptococcica richiede una terapia antibiotica, talvolta sistemica. Per la candidosi in generale è utile ripassare la pagina dedicata alla candidosi.

Errori tipici e come cade l’intertrigine al concorso

L’errore più comune è prescrivere un corticosteroide potente, o una crema combinata con steroide e antifungino per settimane, senza una diagnosi precisa: si ottiene un miglioramento iniziale seguito da atrofia, recidiva o mascheramento di una dermatofitosi, che assume un aspetto atipico. Altro errore è trattare come infezione una psoriasi inversa, che non guarisce con gli antimicotici, o trascurare la ricerca del diabete in un’intertrigine candidosica ricorrente. Molti candidati dimenticano la lampada di Wood per l’eritrasma o confondono le lesioni satelliti, tipiche della Candida, con il bordo attivo, tipico dei dermatofiti.

Al Concorso SSM l’intertrigine compare spesso in casi clinici di pazienti obesi o diabetici con eritema inframammario o inguinale, nei quali bisogna riconoscere la sovrainfezione e scegliere la terapia corretta, oppure in casi di eritema inguinale bruno con fluorescenza rosso corallo alla lampada di Wood, che indicano l’eritrasma. Nei concorsi per infermieri e OSS prevalgono le domande sulla prevenzione e sull’igiene delle pieghe nel paziente allettato. Per consolidare questi riconoscimenti è utile allenarsi con simulazioni commentate come quelle della Piattaforma Accademia, dove ogni distrattore viene spiegato.

In sintesi

L’intertrigine è una dermatite delle pieghe causata da attrito, umidità e calore, favorita da obesità, diabete, iperidrosi, incontinenza e immobilità. La forma primaria è irritativa, ma le sovrainfezioni da Candida, dermatofiti, Corynebacterium minutissimum e streptococchi sono frequenti e hanno segni distintivi: lesioni satelliti, bordo attivo, fluorescenza rosso corallo, eritema rosso vivo maleodorante. La diagnosi differenziale comprende psoriasi inversa, dermatite seborroica, dermatite da contatto e altre dermatosi delle pieghe. Il trattamento si basa sul mantenere la piega asciutta, su steroidi deboli per brevi periodi e sulla terapia mirata dell’agente infettivo.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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