Miliaria: forme, cause, terapia e concorso SSM
6 Ottobre 2026 · admin
La miliaria, nota nel linguaggio comune come sudamina o eruzione da calore, è una dermatosi causata dall’ostruzione dei dotti delle ghiandole sudoripare eccrine. È frequentissima nei neonati, nei bambini piccoli, nei pazienti allettati e febbrili, in chi lavora o si allena in ambienti caldi e umidi. Sembra un argomento minore, ma al Concorso SSM e nei concorsi sanitari compare con una certa regolarità, sia nella dermatologia pediatrica sia nei casi di diagnosi differenziale delle eruzioni neonatali, e offre spunti di fisiopatologia che permettono di rispondere anche alle domande più insidiose.
Che cos’è la miliaria
La miliaria è un’eruzione di piccole vescicole o papule causata dalla ritenzione del sudore all’interno della cute. Il dotto eccrino, che dal glomerulo secretivo nel derma raggiunge la superficie cutanea con un decorso a spirale nell’epidermide, si ostruisce a un certo livello; il sudore prodotto non riesce a uscire e si raccoglie o fuoriesce nei tessuti circostanti. A seconda della profondità a cui avviene l’ostruzione si distinguono tre forme principali: la miliaria cristallina, la miliaria rubra e la miliaria profunda. Una quarta variante, la miliaria pustolosa, è un’evoluzione della forma rubra.
Il nome deriva dalla somiglianza delle lesioni con i semi di miglio, piccoli e numerosi. È importante capire subito che non si tratta di un’infezione né di un’allergia, ma di un disturbo meccanico e funzionale dell’apparato sudoriparo, anche se infezioni e infiammazione possono complicarlo.
Fattori di rischio
Il fattore principale è l’eccesso di sudorazione in condizioni che impediscono l’evaporazione: clima caldo e umido, indumenti pesanti o sintetici, coperte eccessive, fasce e bendaggi occlusivi, materassi impermeabili, posizioni prolungate sul dorso. Nel neonato la ghiandola eccrina e il suo dotto non sono ancora completamente maturi, per cui l’ostruzione è più facile; i neonati tenuti in incubatrice, troppo vestiti o febbrili sono i più esposti. Per questo la miliaria è uno dei motivi frequenti di visita pediatrica nei mesi estivi.
Negli adulti la condizione si osserva nei pazienti febbrili e allettati, soprattutto se a contatto prolungato con superfici plastiche, nei lavoratori esposti al calore, nei militari e negli sportivi in climi tropicali, nei viaggiatori che si spostano da un clima temperato a uno caldo e umido. Possono favorirla anche alcuni farmaci che aumentano la sudorazione e le terapie occlusive topiche. Le forme profonde e ricorrenti sono descritte soprattutto in soggetti che hanno avuto ripetuti episodi di miliaria rubra in ambienti tropicali.
Fisiopatologia: dove si chiude il dotto
Il meccanismo comune è l’ostruzione del dotto eccrino. Nella fase iniziale la macerazione dello strato corneo, dovuta all’umidità persistente, rigonfia i cheratinociti e chiude lo sbocco del dotto. Sono stati chiamati in causa anche i batteri della flora cutanea, in particolare alcuni ceppi di stafilococchi capaci di produrre una sostanza extracellulare che contribuisce a formare un tappo all’interno del dotto. Il sudore che continua a essere secreto aumenta la pressione a monte, finché il dotto si rompe e il sudore filtra nei tessuti.
La profondità della rottura determina il quadro clinico. Se il sudore si raccoglie appena sotto lo strato corneo, si formano vescicole superficiali senza infiammazione: è la miliaria cristallina. Se la perdita avviene più in profondità, nello strato spinoso dell’epidermide, il sudore provoca una reazione infiammatoria con papule eritematose e prurito: è la miliaria rubra. Se infine la rottura avviene alla giunzione dermo-epidermica o nel derma superficiale, si formano papule profonde, color carne, con scarsa infiammazione visibile ma con una significativa riduzione della capacità di sudare nelle aree colpite: è la miliaria profunda. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, perché l’anidrosi su superfici estese compromette la termoregolazione.
Clinica: le forme della miliaria
Miliaria cristallina
Si presenta con piccole vescicole trasparenti, come gocce di rugiada, che si rompono facilmente al minimo sfregamento lasciando una lieve desquamazione. Non c’è eritema e non c’è prurito. Nel neonato compare spesso nei primi giorni o settimane di vita, sulla fronte, sul collo e sul tronco superiore; negli adulti si osserva tipicamente dopo un episodio febbrile con abbondante sudorazione. Si risolve spontaneamente in breve tempo una volta rimossa la causa.
Miliaria rubra
È la forma più comune. Le lesioni sono papule e papulo-vescicole eritematose, piccole, numerose, non centrate sui follicoli, accompagnate da prurito o da una sensazione di puntura che peggiora con il calore e la sudorazione. Le sedi tipiche sono le aree coperte o soggette a frizione: collo, pieghe, tronco, zone sotto gli indumenti stretti. Nel bambino si localizza spesso al collo, alle ascelle e all’area del pannolino. Quando le lesioni diventano pustolose, con contenuto sterile o colonizzato, si parla di miliaria pustolosa, che va distinta dalle follicoliti e dalle infezioni batteriche.
Miliaria profunda
È rara e di solito segue episodi ripetuti di miliaria rubra. Si manifesta con papule bianche o color carne, dure, non pruriginose, che compaiono soprattutto sul tronco e sugli arti durante la sudorazione e regrediscono rapidamente quando questa cessa. Le aree colpite non sudano, e si osserva spesso una sudorazione compensatoria nelle zone risparmiate, come il volto e le ascelle. Il rischio principale è l’esaurimento da calore, con astenia, cefalea, tachicardia e ipertermia; nei casi estremi si può arrivare al colpo di calore.
Diagnosi e inquadramento generale
La diagnosi è clinica e si basa sull’aspetto delle lesioni, sulla loro distribuzione nelle aree coperte e sulla relazione temporale con il calore, la febbre o l’occlusione. Non servono esami nella maggior parte dei casi. La biopsia è riservata ai quadri dubbi e mostra la vescicola alla profondità corrispondente alla forma clinica: subcornea nella cristallina, intraepidermica con infiltrato infiammatorio nella rubra, al livello della giunzione o del derma nella profunda. Nelle forme pustolose può essere utile un esame colturale per escludere un’infezione batterica.
Più che una stadiazione vera e propria, la miliaria si descrive per livelli di profondità, che corrispondono anche a una gravità crescente: dalla forma superficiale e innocua alla forma profonda che compromette la termoregolazione. Questo è il modo in cui conviene ricordarla per il concorso.
Diagnosi differenziale
Nel neonato la miliaria va distinta dall’eritema tossico neonatale, che presenta macule eritematose con papule o pustole centrali ricche di eosinofili e compare nei primi giorni di vita senza rapporto con il calore; dall’acne neonatale, con papule e pustole sul volto; dalla melanosi pustolosa neonatale transitoria, con pustole presenti alla nascita che lasciano macule iperpigmentate; dalla candidosi cutanea, che nell’area del pannolino dà un eritema intenso con pustole satelliti e interessamento delle pieghe; dalle infezioni virali come l’herpes neonatale, che non va mai dimenticato quando ci sono vescicole raggruppate in un neonato.
Nel bambino e nell’adulto rientrano nella diagnosi differenziale le follicoliti, con pustole centrate sui follicoli piliferi; la dermatite da contatto; le malattie esantematiche, come la varicella, che ha lesioni in diverse fasi evolutive e sintomi generali; le reazioni a farmaci; l’orticaria, che ha pomfi fugaci; la scabbia, con cunicoli e prurito notturno. In genere la distribuzione nelle aree coperte e la relazione con calore e sudorazione orientano rapidamente.
Prevenzione e trattamento
Il trattamento coincide in gran parte con la prevenzione: ridurre la sudorazione e favorire l’evaporazione. Si consiglia di soggiornare in ambienti freschi e ventilati, di vestire il bambino in modo adeguato alla temperatura e non in eccesso, di preferire tessuti leggeri e traspiranti come il cotone, di evitare creme grasse e occlusive sulle aree interessate, di fare bagni o docce tiepide e di asciugare la cute tamponando. Nei pazienti allettati e febbrili è importante cambiare spesso posizione, evitare superfici impermeabili a diretto contatto con la cute e trattare la febbre.
Nella miliaria cristallina non serve altro. Nella miliaria rubra si possono usare lozioni lenitive e rinfrescanti, come quelle alla calamina, e corticosteroidi topici di bassa potenza per brevi periodi quando il prurito è intenso; gli antistaminici orali sono talvolta usati per il prurito, con un ruolo soprattutto sintomatico. Le forme pustolose con segni di sovrainfezione possono richiedere antisettici o antibiotici topici. Nella miliaria profunda la priorità è evitare l’esposizione al calore e lo sforzo fisico in ambienti caldi, fino alla ripresa della normale sudorazione, che può richiedere settimane.
Errori tipici e come cade la miliaria al concorso
L’errore più comune è scambiare la miliaria per un’infezione e prescrivere antibiotici sistemici, o per un’allergia e sospendere inutilmente alimenti o latte. Un altro errore è applicare creme grasse o pomate occlusive, che peggiorano l’ostruzione dei dotti. Molti candidati confondono le tre forme invertendone i livelli: è utile ricordare che la profondità cresce dalla cristallina, subcornea, alla rubra, intraepidermica, fino alla profunda, dermica. Altro errore frequente è non riconoscere il rischio termoregolatorio della miliaria profunda, considerandola una forma innocua solo perché non è pruriginosa.
Al Concorso SSM la miliaria compare tipicamente come caso clinico pediatrico: un neonato molto vestito in estate con piccole vescicole trasparenti sulla fronte, o un lattante con papule eritematose pruriginose al collo e alle ascelle. Le domande chiedono la diagnosi, il meccanismo patogenetico, la diagnosi differenziale con l’eritema tossico neonatale o la candidosi, e il trattamento corretto, che è quasi sempre conservativo. Per prendere confidenza con questi scenari e con i distrattori più comuni, il modo più efficace è svolgere simulazioni commentate come quelle della Piattaforma Accademia, dove ogni opzione viene discussa.
In sintesi
La miliaria è una dermatosi da ritenzione di sudore dovuta all’ostruzione dei dotti eccrini, favorita da calore, umidità, occlusione e immaturità delle ghiandole nel neonato. Le forme si distinguono per la profondità della rottura del dotto: cristallina con vescicole superficiali senza infiammazione, rubra con papule eritematose pruriginose, profunda con papule dermiche e riduzione della sudorazione. La diagnosi è clinica, il trattamento consiste nel raffreddare e far respirare la cute, evitando prodotti occlusivi, con terapie topiche lenitive nelle forme infiammatorie. La forma profunda richiede attenzione al rischio di esaurimento da calore.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
