Morso di cane: ferita, antibiotici, tetano e rabbia
6 Ottobre 2026 · admin
Il morso di cane è una delle lesioni da animale più frequenti nei pronto soccorso e, nonostante appaia spesso come una ferita banale, nasconde tre insidie che ogni medico deve saper gestire: l’infezione polimicrobica, il rischio di tetano e quello, oggi raro ma non trascurabile in base al contesto epidemiologico, di rabbia. A queste si aggiungono le lesioni profonde di tendini, articolazioni e vasi, soprattutto alla mano e, nei bambini, al volto e al collo. Per il Concorso SSM è un argomento pratico, che mette alla prova la conoscenza della microbiologia, della profilassi e dei criteri di chiusura delle ferite.
Che cos’è il morso di cane dal punto di vista clinico
Un morso di cane è una lesione traumatica mista: la mandibola del cane esercita una forza di compressione e strappo, che produce lacerazioni, ferite da punta, abrasioni e talvolta perdite di sostanza o lesioni da schiacciamento dei tessuti profondi. A differenza del morso di gatto, che tipicamente causa ferite puntiformi profonde con alto rischio infettivo, il morso di cane produce più spesso lacerazioni ampie, con un rischio infettivo complessivamente inferiore ma comunque significativo, soprattutto quando la ferita interessa la mano, è profonda o viene trattata tardi.
Nei bambini piccoli, per una questione di altezza, le lesioni interessano con maggiore frequenza il capo, il volto e il collo, con possibili danni estetici e, raramente, lesioni vascolari o fratture craniche. Negli adulti prevalgono le lesioni degli arti, in particolare della mano dominante, spesso coinvolta nel tentativo di difendersi o di separare animali.
Microbiologia: perché si infetta
Le infezioni da morso di cane sono tipicamente polimicrobiche, con germi provenienti dal cavo orale dell’animale e dalla cute della vittima. I germi da ricordare sono la Pasteurella multocida e le altre specie di Pasteurella, gli streptococchi e lo stafilococco aureo, la Capnocytophaga canimorsus e una flora anaerobia mista (Bacteroides, Fusobacterium, Porphyromonas, Prevotella).
La Pasteurella è associata a infezioni a esordio rapido, con dolore, eritema e secrezione già nelle prime ore dopo il morso. La Capnocytophaga canimorsus merita un’attenzione particolare: nei pazienti splenectomizzati o asplenici, negli etilisti e negli immunodepressi può causare una sepsi fulminante con coagulazione intravascolare disseminata, gangrena periferica e shock, anche partendo da una ferita di aspetto modesto. È un dettaglio molto amato dai quesiti.
Le complicanze infettive locali comprendono la cellulite infettiva, l’ascesso, la tenosinovite, l’artrite settica e l’osteomielite, soprattutto quando i denti penetrano in un’articolazione metacarpofalangea o nelle guaine tendinee della mano. Complicanze sistemiche rare includono batteriemia, endocardite e meningite.
Valutazione clinica del morso di cane
La valutazione inizia con l’anamnesi: circostanze del morso, tempo trascorso, tipo di animale (domestico e conosciuto o randagio, comportamento anomalo, provocato o non provocato), stato vaccinale dell’animale se noto, area geografica in cui è avvenuto il morso, stato vaccinale antitetanico della vittima e condizioni che aumentano il rischio infettivo, come diabete, asplenia, cirrosi, immunosoppressione, protesi valvolari o articolari, linfedema.
L’esame obiettivo deve documentare sede, tipo e profondità della ferita, presenza di corpi estranei (per esempio frammenti di denti), segni di infezione, integrità di tendini, nervi e vasi con valutazione della funzione motoria e sensitiva distale, coinvolgimento articolare o osseo. Alla mano conviene esaminare la ferita anche nella posizione in cui si trovava il pugno al momento del morso, perché i tendini estensori scorrono e la lesione profonda può non corrispondere a quella cutanea. Le fotografie della lesione sono utili per la documentazione, anche medico-legale.
La radiografia è indicata quando si sospetta una frattura, una penetrazione articolare o un corpo estraneo, e nelle ferite del cranio dei bambini piccoli può essere necessaria una TC. Nelle ferite infette vanno eseguite colture del materiale, avvisando il laboratorio della natura della lesione per la ricerca di germi esigenti.
Gestione della ferita in pronto soccorso
Il cardine della prevenzione delle infezioni è una pulizia accurata: detersione e irrigazione abbondante con soluzione fisiologica sotto pressione, rimozione dei corpi estranei, sbrigliamento dei tessuti devitalizzati. L’anestesia locale facilita un’esplorazione completa. Per i principi generali si può ripassare l’articolo su ferite e suture.
La scelta fra chiusura primaria e guarigione per seconda intenzione è uno dei punti più discussi. In generale le ferite del volto, ben vascolarizzate e importanti sul piano estetico, vengono spesso suturate dopo un’accurata pulizia, eventualmente con il supporto del chirurgo plastico. Al contrario, le ferite della mano, le ferite da punta, quelle con schiacciamento, le ferite già infette o giunte tardivamente e quelle in pazienti immunodepressi tendono a essere lasciate aperte o chiuse in modo differito. Le lesioni di tendini, nervi e vasi della mano richiedono la valutazione dello specialista.
La profilassi antibiotica non è indicata per tutti i morsi, ma viene raccomandata nelle ferite a rischio: mano, piede, viso, genitali, vicinanza ad articolazioni o protesi, ferite da punta profonde, ferite con schiacciamento, ferite suturate, pazienti immunodepressi, asplenici, cirrotici o diabetici. Il farmaco di prima scelta è l’amoxicillina-acido clavulanico, che copre Pasteurella, streptococchi, stafilococchi sensibili e anaerobi; per un ripasso della classe si veda l’articolo sugli antibiotici beta-lattamici. Negli allergici si ricorre a combinazioni alternative che coprano la Pasteurella e gli anaerobi; va ricordato che alcuni antibiotici molto usati in altre infezioni cutanee, come le cefalosporine di prima generazione e la clindamicina in monoterapia, coprono male la Pasteurella. Le infezioni gravi richiedono terapia endovenosa e talvolta drenaggio chirurgico.
Tetano e rabbia: le due profilassi
Ogni morso è una ferita a rischio di tetano: la profilassi segue lo schema generale delle ferite, basato sulla storia vaccinale del paziente e sul tipo di ferita, con richiamo vaccinale ed eventuale aggiunta di immunoglobuline antitetaniche quando la vaccinazione è incompleta o sconosciuta e la ferita è a rischio.
La profilassi della rabbia dipende dal contesto epidemiologico e dall’animale. Nei Paesi o nelle aree in cui la rabbia è endemica nei cani, il rischio è concreto e la profilassi post-esposizione comprende una pulizia immediata e accurata della ferita, la vaccinazione antirabbica e, nelle esposizioni più gravi in soggetti non vaccinati, le immunoglobuline antirabbiche infiltrate nella ferita. In contesti in cui la rabbia canina non circola, la decisione si basa sulla valutazione dell’animale: un cane domestico identificabile viene di norma sottoposto all’osservazione sanitaria veterinaria prevista dalla normativa, e la profilassi si riserva ai casi in cui l’animale sviluppa sintomi, non è rintracciabile, proviene da aree a rischio o ha un comportamento sospetto. In Italia il morso va segnalato al servizio veterinario dell’azienda sanitaria, che gestisce l’osservazione; la decisione sulla profilassi va presa con i servizi di igiene e i protocolli locali. Le persone morse durante viaggi in aree endemiche vanno sempre valutate con attenzione.
Diagnosi differenziale e casi particolari
Il morso di cane va distinto da quello di gatto, a maggiore rischio infettivo per le ferite puntiformi profonde e associato alla Pasteurella; dalla malattia da graffio di gatto, causata dalla Bartonella henselae e caratterizzata da linfoadenopatia regionale; e dal morso umano, che comprende la classica lesione da pugno contro i denti sulle articolazioni metacarpofalangee, con flora orale umana ed Eikenella corrodens. Nelle ferite infette con dolore sproporzionato, crepitio, bolle o rapida progressione va considerata la fascite necrotizzante, un’emergenza chirurgica. Nei bambini con morsi al capo va sempre esclusa una lesione cranica penetrante.
Errori tipici
Il primo errore è sottovalutare una piccola ferita della mano, che può nascondere una penetrazione articolare o tendinea. Il secondo è suturare in prima intenzione ferite ad alto rischio, chiudendo i germi nel tessuto. Il terzo è dimenticare la profilassi antitetanica o non valutare la necessità di quella antirabbica. Il quarto è scegliere un antibiotico che non copre la Pasteurella. Infine, un errore grave è non riconoscere il paziente asplenico, in cui la Capnocytophaga può causare una sepsi fulminante.
Come cade il morso di cane al concorso
Le domande più frequenti chiedono la profilassi antibiotica di prima scelta (amoxicillina-acido clavulanico), il germe tipico (Pasteurella multocida) o quello responsabile della sepsi grave nel paziente splenectomizzato (Capnocytophaga canimorsus). Altre varianti riguardano la gestione della ferita (chiudere o no una ferita della mano), la profilassi antitetanica in base alla storia vaccinale o la condotta da tenere per la rabbia in base all’animale e al contesto. Per allenare questo tipo di ragionamento clinico conviene lavorare su casi con spiegazione delle alternative, come nelle simulazioni commentate della Piattaforma Accademia.
In sintesi
Il morso di cane è una lesione frequente che richiede una valutazione sistematica: anamnesi sull’animale e sul paziente, esame accurato di tendini, nervi, vasi e articolazioni, imaging quando serve. La pulizia e l’irrigazione abbondante sono il primo presidio contro l’infezione, che è polimicrobica con Pasteurella, streptococchi, stafilococchi, anaerobi e Capnocytophaga. Le ferite del volto si suturano spesso, quelle della mano e da punta in genere no. La profilassi antibiotica con amoxicillina-acido clavulanico è indicata nelle ferite a rischio e nei pazienti fragili; tetano e rabbia vanno sempre valutati secondo la storia vaccinale, l’animale e il contesto epidemiologico.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
