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Sindrome della sella vuota: cause, clinica e diagnosi

6 Ottobre 2026 · admin

Sindrome della sella vuota: cause, clinica e diagnosi

La sindrome della sella vuota è una condizione in cui la sella turcica appare, all’imaging, occupata in tutto o in parte da liquor, mentre l’ipofisi risulta appiattita contro il pavimento o le pareti della sella. È uno dei reperti più frequenti nelle risonanze dell’encefalo eseguite per altri motivi e, nella maggior parte dei casi, non ha alcuna conseguenza clinica. Proprio per questo al Concorso SSM le domande puntano a verificare che il candidato sappia quando il reperto è innocente e quando, invece, richiede un approfondimento ormonale o neurologico. In questa guida trovi definizione, cause, clinica, diagnosi, terapia ed errori tipici.

Che cos’è la sindrome della sella vuota

La sella turcica è la fossetta dell’osso sfenoide che accoglie l’ipofisi. Superiormente è chiusa da una piega della dura madre, il diaframma sellare, attraversato dal peduncolo ipofisario. Quando il diaframma è incompleto o lasso, lo spazio subaracnoideo e il liquor possono erniare all’interno della sella, comprimendo l’ipofisi verso il basso. All’imaging la sella sembra quindi “vuota”, anche se la ghiandola è presente, semplicemente schiacciata.

Conviene distinguere fra il reperto radiologico di sella vuota, molto comune e spesso privo di significato, e la sindrome vera e propria, in cui al reperto si associano sintomi o alterazioni ormonali. Si distingue inoltre fra sella vuota parziale, quando il liquor occupa meno della metà della sella e l’ipofisi conserva uno spessore apprezzabile, e sella vuota completa, quando il tessuto ghiandolare è ridotto a una sottile lamina sul pavimento sellare.

Eziopatogenesi: forma primaria e secondaria

La sella vuota primaria si sviluppa senza una precedente patologia ipofisaria nota. Il meccanismo principale è la combinazione fra un difetto congenito del diaframma sellare e la trasmissione della pressione liquorale all’interno della sella. Fattori favorenti sono il sesso femminile, l’obesità, l’ipertensione arteriosa e le gravidanze multiple, durante le quali l’ipofisi aumenta di volume per poi ridursi dopo il parto, lasciando uno spazio che può essere occupato dal liquor. Un ruolo particolare spetta all’ipertensione endocranica idiopatica, che va sempre sospettata in una donna giovane obesa con cefalea e sella vuota.

La sella vuota secondaria deriva invece da un danno dell’ipofisi o della regione sellare: esiti di chirurgia o radioterapia per un adenoma ipofisario, regressione di un adenoma dopo terapia medica, per esempio un prolattinoma trattato con agonisti dopaminergici, esiti di apoplessia ipofisaria, necrosi post-partum nella sindrome di Sheehan, ipofisiti autoimmuni, traumi, infezioni e malattie granulomatose. In queste forme le alterazioni ormonali sono molto più frequenti, perché dipendono dalla patologia di base.

Quadro clinico della sindrome della sella vuota

Nella maggior parte dei casi la sella vuota primaria è asintomatica e viene scoperta incidentalmente. Quando presenti, i sintomi più comuni sono la cefalea, spesso cronica e aspecifica, e i disturbi legati all’eventuale ipertensione endocranica associata: cefalea che peggiora in posizione supina o al mattino, oscuramenti visivi transitori, acufeni pulsanti e papilledema al fondo dell’occhio.

Sul piano endocrino la funzione ipofisaria è in genere conservata, perché anche un’ipofisi appiattita può mantenere un’attività normale. In una minoranza di pazienti si osservano una lieve iperprolattinemia, attribuita allo stiramento del peduncolo ipofisario che riduce il passaggio della dopamina inibitoria, e deficit ormonali parziali, più spesso a carico del GH e delle gonadotropine. Il deficit di ACTH e quello di TSH sono meno comuni ma clinicamente più rilevanti. Il diabete insipido è raro e, se presente, deve far cercare un’altra causa. Nelle forme secondarie il quadro ormonale riflette la patologia originaria, e l’ipopituitarismo è frequente.

Complicanze rare ma da ricordare sono la rinoliquorrea spontanea, dovuta all’assottigliamento del pavimento sellare, e i disturbi visivi da erniazione del chiasma ottico all’interno della sella, descritti soprattutto dopo chirurgia.

Diagnosi: imaging e valutazione ormonale

La diagnosi è radiologica. La risonanza magnetica encefalo con studio mirato della regione sellare mostra la sella occupata da liquor, l’ipofisi appiattita e il peduncolo in posizione centrale che attraversa lo spazio liquorale fino al pavimento, il cosiddetto segno dell’infundibolo. Questo segno è utile per distinguere la sella vuota dalle lesioni cistiche intrasellari, che invece spostano il peduncolo. La TC può evidenziare il reperto e l’eventuale rimodellamento osseo, ma è meno precisa.

Una volta scoperta la sella vuota, è ragionevole eseguire una valutazione ormonale di base: prolattina, TSH e FT4, cortisolo del mattino, gonadotropine con estradiolo o testosterone, IGF-1, elettroliti e osmolalità quando indicato. I test dinamici si riservano ai casi con sospetto di deficit. In presenza di cefalea, disturbi visivi o papilledema è indicata una valutazione oftalmologica con fondo dell’occhio e campo visivo, e, se si sospetta un’ipertensione endocranica idiopatica, la misura della pressione liquorale con puntura lombare dopo imaging adeguato.

Terapia

La sella vuota asintomatica, con funzione ipofisaria normale, non richiede alcun trattamento. È sufficiente informare il paziente e, a giudizio clinico, programmare un controllo ormonale nel tempo. Quando sono presenti deficit ipofisari si imposta la terapia sostitutiva, seguendo le stesse regole dell’ipopituitarismo: prima i glucocorticoidi, poi la levotiroxina, quindi gli steroidi sessuali e, in casi selezionati, il GH. L’iperprolattinemia lieve sintomatica può essere trattata con agonisti dopaminergici, dopo aver escluso altre cause.

L’ipertensione endocranica idiopatica associata si tratta con calo ponderale, acetazolamide e, nei casi con minaccia visiva, procedure di derivazione liquorale o fenestrazione della guaina del nervo ottico. La chirurgia della sella è riservata a situazioni particolari, come la rinoliquorrea o l’erniazione sintomatica del chiasma, dove si esegue la riparazione del pavimento sellare o la chiasmopessi.

Diagnosi differenziale

All’imaging la sella vuota va distinta dalle lesioni cistiche intrasellari: cisti della tasca di Rathke, cisti aracnoidee, adenomi cistici e craniofaringioma cistico, che però hanno pareti, contenuto e comportamento del peduncolo diversi. Sul piano clinico, la cefalea della sella vuota va distinta da quella dell’ipertensione endocranica secondaria a trombosi dei seni venosi o a masse, mentre l’iperprolattinemia lieve impone di escludere farmaci, ipotiroidismo e microprolattinomi. Davanti a deficit ormonali multipli bisogna sempre chiedersi se la sella vuota sia la causa o l’esito di un’altra patologia.

Errori tipici da evitare

Il primo errore è considerare la sella vuota come sinonimo di assenza dell’ipofisi: la ghiandola c’è, è solo schiacciata. Il secondo è trattare un reperto incidentale asintomatico. Il terzo, opposto, è non eseguire almeno una valutazione ormonale di base. Il quarto è dimenticare l’associazione con l’ipertensione endocranica idiopatica nella giovane donna obesa con cefalea e papilledema. Il quinto è interpretare una iperprolattinemia elevata come conseguenza della sella vuota: l’effetto peduncolo dà aumenti modesti, mentre valori importanti suggeriscono un prolattinoma. Per un ripasso dei meccanismi conviene rileggere la pagina sull’iperprolattinemia.

Come cade la sindrome della sella vuota al concorso

Le domande seguono due schemi principali. Il primo è il riscontro incidentale: una risonanza eseguita per cefalea mostra una sella vuota in una paziente senza sintomi endocrini e con esami nella norma, e si chiede la condotta corretta, cioè nessun trattamento e follow-up clinico. Il secondo è il caso della donna obesa con cefalea, oscuramenti visivi, papilledema e sella vuota, in cui la risposta corretta è l’ipertensione endocranica idiopatica. Più raramente si chiede quale sia l’alterazione ormonale più frequente o come si distingua la forma primaria da quella secondaria, per esempio in una paziente con storia di emorragia post-partum.

Per allenarsi a riconoscere quando un reperto è da trattare e quando no, la strategia migliore è lavorare su casi clinici realistici: sulla Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate che spiegano anche le risposte “di condotta”, spesso le più insidiose.

In sintesi

La sindrome della sella vuota è l’erniazione di liquor nella sella turcica con appiattimento dell’ipofisi. La forma primaria, legata a un diaframma sellare incompetente e favorita da sesso femminile, obesità, gravidanze e ipertensione endocranica, è spesso asintomatica e con funzione ipofisaria normale. La forma secondaria segue chirurgia, radioterapia, apoplessia o sindrome di Sheehan e si associa più spesso a ipopituitarismo. La diagnosi è con la risonanza, con il segno dell’infundibolo; la terapia serve solo per deficit ormonali, iperprolattinemia sintomatica o ipertensione endocranica.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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