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Sindrome di Tietze: sintomi, diagnosi e terapia

6 Ottobre 2026 · admin

Sindrome di Tietze: sintomi, diagnosi e terapia

La sindrome di Tietze è un’infiammazione benigna e autolimitante delle articolazioni costocondrali o sternocostali della parete toracica anteriore, caratterizzata da dolore e da una tumefazione palpabile, in genere a carico della seconda o terza cartilagine costale. È una causa di dolore toracico non cardiaco che va conosciuta bene, perché al Concorso SSM serve a verificare la capacità di distinguere un dolore di parete da un evento coronarico, polmonare o pericardico, senza però dimenticare che la diagnosi è di esclusione.

Che cos’è la sindrome di Tietze

Descritta da Alexander Tietze all’inizio del Novecento, la sindrome è definita dalla combinazione di dolore e tumefazione non suppurativa di una o più giunzioni condrocostali o sternocostali. Il dato distintivo è proprio la tumefazione visibile o palpabile: senza di essa si parla più correttamente di costocondrite, condizione molto più frequente che provoca dolore e dolorabilità della parete toracica anteriore senza rigonfiamento. Questa distinzione, apparentemente sottile, è un classico delle domande a risposta multipla.

La sindrome colpisce soprattutto giovani adulti, senza una netta prevalenza di sesso, ed è in genere monolaterale e localizzata a una sola articolazione, più spesso la seconda o la terza giunzione condrocostale. La costocondrite, invece, coinvolge di solito più livelli, spesso dalla seconda alla quinta costa, e si osserva in una fascia d’età più ampia.

Eziopatogenesi

La causa non è nota. Si ipotizza un ruolo dei microtraumi ripetuti della parete toracica, come quelli provocati da tosse persistente, vomito ripetuto, sforzi fisici intensi, sollevamento di pesi o attività sportive che sollecitano il cingolo scapolare. Anche le infezioni delle vie respiratorie, attraverso la tosse, sono spesso riferite nei giorni precedenti l’esordio.

Dal punto di vista anatomopatologico, nei rari casi studiati si osservano alterazioni infiammatorie aspecifiche della cartilagine e del pericondrio, con ispessimento e talvolta aumento della vascolarizzazione, senza infezione. Una tumefazione simile può essere osservata nel contesto di malattie reumatiche come la spondilite anchilosante, l’artrite psoriasica, l’artrite reumatoide e la sindrome SAPHO, in cui il coinvolgimento della parete toracica anteriore, soprattutto dell’articolazione sternoclaveare e manubriosternale, è caratteristico. In questi casi non si parla di sindrome di Tietze isolata ma di interessamento articolare di una malattia sistemica.

Clinica della sindrome di Tietze

Il sintomo principale è il dolore toracico anteriore, a esordio brusco o graduale, localizzato, che può essere acuto e trafittivo oppure sordo. Il dolore peggiora con i movimenti del tronco, con la tosse, con lo starnuto, con la respirazione profonda e con la pressione locale, e può irradiarsi alla spalla o al braccio dello stesso lato, elemento che può allarmare il paziente e il medico. All’ispezione e alla palpazione si apprezza una tumefazione fusiforme, dura, dolente, a livello della giunzione interessata; la cute sovrastante è di regola normale, talvolta lievemente calda.

Il decorso è benigno: il dolore tende a ridursi nell’arco di settimane, mentre la tumefazione può persistere più a lungo. Le recidive sono possibili. Non sono presenti segni sistemici importanti; febbre elevata, calo ponderale o malessere generale devono far pensare a un’altra diagnosi, come un’infezione o una neoplasia.

Un elemento anamnestico utile è la relazione fra il dolore e i movimenti: il dolore di parete si modifica con la rotazione del tronco, con l’abduzione del braccio e con la compressione della gabbia toracica, mentre il dolore ischemico tipico è legato allo sforzo, ha carattere oppressivo e non si riproduce premendo sullo sterno. Va però ricordato che le due condizioni possono coesistere e che una parte dei pazienti con sindrome coronarica riferisce dolorabilità alla palpazione.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo: dolore riproducibile alla palpazione di una giunzione condrocostale che presenta una tumefazione. È però una diagnosi di esclusione, perché di fronte a un dolore toracico la priorità è escludere le cause potenzialmente mortali. Per questo, soprattutto negli adulti con fattori di rischio cardiovascolare, si eseguono elettrocardiogramma e, quando indicato, dosaggio della troponina; nel sospetto di embolia polmonare, pneumotorace o patologia aortica si seguono i rispettivi percorsi.

Gli esami di laboratorio sono in genere normali, con indici di flogosi nella norma o solo lievemente aumentati. La radiografia del torace è utile per escludere patologie polmonari, costali o mediastiniche ma non mostra alterazioni specifiche. L’ecografia della parete toracica documenta l’ispessimento e il rigonfiamento della cartilagine e dei tessuti molli adiacenti, confermando la tumefazione e aiutando a escludere masse o raccolte. La TC e la risonanza magnetica sono riservate ai casi dubbi, persistenti o con caratteristiche atipiche, per escludere neoplasie, infezioni o artriti.

Terapia

Il trattamento è conservativo e sintomatico. Si raccomanda di ridurre le attività che peggiorano il dolore, applicare calore o freddo locale e utilizzare analgesici o FANS per brevi periodi, sia per via orale sia topica. Nei casi più dolorosi o persistenti si può eseguire un’infiltrazione locale di anestetico associato a corticosteroide a livello della giunzione interessata. Esercizi di stretching e fisioterapia possono aiutare nelle forme recidivanti.

È importante rassicurare il paziente sulla natura benigna della condizione, una volta escluse le cause gravi di dolore toracico: molto spesso l’ansia di avere un problema cardiaco amplifica la percezione del dolore. La chirurgia è eccezionale e riservata a casi refrattari o a dubbi diagnostici non risolti, quando è necessaria una biopsia.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale della sindrome di Tietze coincide con quella del dolore toracico. In primo luogo vanno escluse la sindrome coronarica acuta, l’embolia polmonare, la dissecazione aortica e il pneumotorace. Va considerata la pericardite, in cui il dolore varia con la posizione e migliora sporgendosi in avanti, con sfregamenti all’auscultazione e alterazioni elettrocardiografiche diffuse.

Tra le cause di parete, la costocondrite si distingue per l’assenza di tumefazione e il coinvolgimento di più livelli; l’herpes zoster può dare dolore urente lungo un dermatomero ancora prima della comparsa delle vescicole; le fratture costali e le fratture da stress hanno una storia traumatica o di tosse intensa. Una tumefazione costale deve far escludere anche i tumori ossei e cartilaginei come il condrosarcoma, le metastasi, il mieloma e le infezioni come l’osteomielite o le artriti settiche sternoclaveari, più frequenti in chi usa droghe per via endovenosa. Infine vanno considerate le cause gastroesofagee e la fibromialgia.

Errori tipici

Il primo errore è confondere la sindrome di Tietze con la costocondrite: la presenza della tumefazione è il criterio distintivo. Il secondo è porre la diagnosi senza escludere le cause gravi di dolore toracico, magari perché il paziente è giovane: la riproducibilità del dolore alla palpazione non esclude con certezza una sindrome coronarica. Il terzo è attribuire alla sindrome una tumefazione costale associata a sintomi sistemici o in progressiva crescita, che va invece indagata con l’imaging per non ritardare la diagnosi di un tumore o di un’infezione. Infine, alcuni studenti confondono la sede tipica: nella sindrome di Tietze sono interessate soprattutto la seconda e la terza giunzione, non le coste fluttuanti.

Come cade la sindrome di Tietze al concorso

Al Concorso SSM la sindrome di Tietze compare in genere come caso clinico di un giovane adulto con dolore toracico anteriore, comparso dopo una bronchite con tosse persistente, riproducibile alla palpazione, con una tumefazione dura a livello della seconda giunzione condrocostale; elettrocardiogramma, troponina e radiografia del torace sono normali. La domanda chiede la diagnosi più probabile, la caratteristica che la distingue dalla costocondrite oppure il trattamento più appropriato (FANS e rassicurazione). In alternativa, la domanda può presentare un caso di dolore di parete per verificare se il candidato sa che prima vanno escluse le cause cardiache.

Esercitarsi con casi di dolore toracico è il modo migliore per affinare l’algoritmo diagnostico: sulla Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate con spiegazioni che chiariscono perché una risposta è corretta e quali sono le trappole più frequenti.

In sintesi

La sindrome di Tietze è un’infiammazione benigna, non suppurativa, delle giunzioni condrocostali o sternocostali, con dolore e tumefazione, più spesso alla seconda o terza costa e da un solo lato. La causa è sconosciuta, con un possibile ruolo dei microtraumi e della tosse. La diagnosi è clinica ma di esclusione: prima vanno escluse le cause gravi di dolore toracico. La terapia è sintomatica con FANS, riposo relativo e, nei casi resistenti, infiltrazione locale. Ricorda che la tumefazione la distingue dalla costocondrite.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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