Le prove ufficiali SSM: tutte le domande commentate e le simulazioni del concorsoScopri di più

Concorso SSM

Dermatite periorale: cortisonici e terapia per l’SSM

6 Ottobre 2026 · admin

Dermatite periorale: cortisonici e terapia per l’SSM

La dermatite periorale è un’eruzione infiammatoria del volto caratterizzata da piccole papule e papulo-pustole raggruppate attorno alla bocca, con un tipico risparmio della cute immediatamente adiacente al bordo delle labbra. È una condizione frequente nella pratica ambulatoriale e, nonostante l’aspetto banale, offre al Concorso SSM uno spunto importante: in molti casi è indotta o aggravata dall’uso di corticosteroidi topici sul volto, e la sua gestione richiede proprio di fare il contrario di quello che il paziente si aspetta.

Che cos’è la dermatite periorale

Si tratta di una dermatosi cronica, a decorso fluttuante, considerata da molti autori affine alla rosacea, tanto da essere talvolta definita dermatite rosaceiforme. Interessa soprattutto donne giovani, tipicamente fra i venti e i quarantacinque anni, ma si osserva anche nei bambini, nei quali può avere caratteristiche particolari, e negli uomini.

Il nome indica la sede più comune, ma la stessa eruzione può localizzarsi anche attorno al naso e agli occhi: per questo si parla più correttamente di dermatite periorifiziale, distinguendo una forma periorale, una perinasale e una perioculare, spesso associate fra loro.

Eziopatogenesi

La causa precisa non è nota, ma il fattore scatenante più spesso identificato è l’applicazione di corticosteroidi topici sul volto, prescritti o, più spesso, autosomministrati per arrossamenti o piccole dermatiti. Lo steroide inizialmente migliora l’aspetto della cute grazie al suo effetto antinfiammatorio e vasocostrittore, ma con l’uso prolungato altera la barriera cutanea e il microbioma; quando viene sospeso compare un peggioramento di rimbalzo che spinge il paziente a riapplicarlo, instaurando una vera dipendenza. Anche i corticosteroidi inalatori e quelli nasali, attraverso il contatto con la cute del volto, possono avere un ruolo.

Altri fattori favorenti sono l’uso eccessivo di cosmetici, creme idratanti occlusive, fondotinta e prodotti a base di vaselina o paraffina, che creano un ambiente occlusivo, alcuni dentifrici fluorati, la detersione aggressiva, le alterazioni della barriera cutanea in soggetti con predisposizione atopica e, secondo alcune ipotesi, la proliferazione di microrganismi come Demodex, batteri fusiformi o Candida. Fattori ormonali, come l’uso di contraccettivi orali e le variazioni del ciclo mestruale, sono stati chiamati in causa, ma il loro ruolo resta incerto.

Quadro clinico

Le lesioni elementari sono papule eritematose di piccole dimensioni, papulo-vescicole e papulo-pustole, raggruppate su una base eritematosa, talvolta con una lieve desquamazione fine. Si localizzano nella regione periorale, nelle pieghe naso-geniene e sul mento. Un elemento chiave per la diagnosi è il risparmio di una sottile banda di cute, di pochi millimetri, attorno al bordo vermiglio delle labbra, che appare pallida e indenne.

Nelle varianti perinasale e perioculare le lesioni compaiono ai lati del naso e attorno alle palpebre, soprattutto agli angoli esterni degli occhi. Il paziente riferisce spesso bruciore, sensazione di tensione e talvolta prurito lieve, mentre il dolore è raro. Mancano i comedoni, che indirizzerebbero verso l’acne, e mancano le teleangectasie diffuse e le vampate tipiche della rosacea.

Nel bambino esiste una forma detta dermatite periorifiziale granulomatosa dell’infanzia, con papule color carne o giallo-brunastre attorno a bocca, naso e occhi, spesso correlata all’uso di corticosteroidi. All’istologia mostra granulomi, ma non va confusa con la sarcoidosi.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e si fonda su morfologia, sede e anamnesi. La domanda più importante da porre al paziente riguarda l’uso di corticosteroidi topici, inalatori o nasali, insieme ai cosmetici e ai prodotti per l’igiene del volto utilizzati. La biopsia cutanea è raramente necessaria; quando eseguita, mostra infiltrato infiammatorio perifollicolare e perivascolare, talvolta con aspetti granulomatosi, quadro sovrapponibile a quello della rosacea.

Esami aggiuntivi sono indicati solo in casi selezionati: un esame colturale nelle forme pustolose atipiche per escludere un’infezione batterica o micotica, un esame microscopico per Demodex, oppure i patch test se la storia suggerisce una componente allergica da contatto.

Terapia

Il primo e più importante passo è la sospensione dei corticosteroidi topici e di tutti i prodotti cosmetici occlusivi, insieme a una detersione delicata con sola acqua o detergenti molto blandi. Questa strategia, detta terapia zero, può essere sufficiente nei casi lievi. È fondamentale avvisare il paziente che, nelle prime settimane dopo la sospensione dello steroide, è atteso un peggioramento di rimbalzo: se non è preparato a questo, tende a riprendere il farmaco. Nei pazienti che usavano steroidi potenti per lungo tempo si può valutare una riduzione graduale, passando a una molecola meno potente prima della sospensione completa.

Per le forme lievi o moderate si utilizzano terapie topiche come il metronidazolo, l’acido azelaico, l’eritromicina o la clindamicina, e gli inibitori topici della calcineurina come il pimecrolimus, che riducono l’infiammazione e aiutano a gestire il rimbalzo. Nelle forme più estese o resistenti si ricorre a una terapia sistemica con tetracicline, come doxiciclina o minociclina, per alcune settimane, sfruttandone l’effetto antinfiammatorio. Nei bambini sotto gli otto anni e in gravidanza le tetracicline sono controindicate per gli effetti su denti e ossa, e si preferiscono macrolidi come l’eritromicina o terapie topiche. La guarigione richiede in genere settimane o qualche mese e le recidive sono possibili se si riprendono gli steroidi.

Un aspetto spesso trascurato riguarda la relazione con il paziente. Chi soffre di dermatite periorale vive con disagio un problema visibile sul volto e tende a cercare soluzioni rapide, spesso con prodotti da banco o con la stessa crema cortisonica che ha già usato. Spiegare con chiarezza il meccanismo della dipendenza da steroide, i tempi realistici di guarigione e la possibilità di un peggioramento iniziale migliora in modo sostanziale l’aderenza alla terapia e riduce il rischio di recidive. Allo stesso modo è utile concordare una routine di cura del volto essenziale, con pochi prodotti non occlusivi, da mantenere anche dopo la guarigione.

Diagnosi differenziale

La rosacea papulo-pustolosa si distingue per la localizzazione centro-facciale su guance, naso e fronte, l’età più avanzata, le teleangectasie e il flushing. L’acne volgare presenta comedoni aperti e chiusi, colpisce più spesso adolescenti e giovani adulti e si estende a fronte, guance, dorso e torace. La dermatite seborroica mostra chiazze eritematose con squame giallastre untuose nelle pieghe naso-geniene, sulle sopracciglia e sul cuoio capelluto, senza papulo-pustole raggruppate. La dermatite da contatto allergica o irritativa da dentifrici, cosmetici o rossetti coinvolge più spesso il bordo delle labbra e si associa a prurito più marcato. Nel bambino vanno considerate anche l’impetigine, con croste color miele, e la sarcoidosi cutanea.

Errori tipici

L’errore più comune, e più rilevante al concorso, è trattare la dermatite periorale con un corticosteroide topico: il miglioramento iniziale è ingannevole e la malattia peggiora o diventa cronica. Altri errori sono interrompere la sospensione dello steroide quando compare il rimbalzo, prescrivere tetracicline a un bambino piccolo o a una donna in gravidanza, confondere la dermatite periorale con l’acne per la presenza di pustole pur in assenza di comedoni, e non indagare l’uso di steroidi inalatori o nasali. Infine, non va dimenticato il ruolo dei cosmetici occlusivi, che vanno sospesi anche se il paziente li considera innocui.

Come cade la dermatite periorale al concorso

Il caso tipico descrive una giovane donna con papule e papulo-pustole attorno alla bocca e ai lati del naso, con risparmio del bordo labiale, che da alcuni mesi applica una crema cortisonica sul volto con beneficio temporaneo. Le domande chiedono la diagnosi più probabile, il fattore scatenante o il primo provvedimento terapeutico, la cui risposta corretta è la sospensione del corticosteroide topico. Altre varianti chiedono la terapia sistemica in un adulto, cioè una tetraciclina, oppure l’alternativa in un bambino o in gravidanza, oppure ancora il differenziale con rosacea e acne basato su comedoni e teleangectasie.

Questi dettagli sono spesso nascosti nel testo del caso, ed è utile allenarsi a coglierli con simulazioni commentate, come quelle disponibili sulla Piattaforma Accademia, dove l’analisi delle opzioni sbagliate chiarisce le confusioni più comuni.

In sintesi

La dermatite periorale è un’eruzione di piccole papule e papulo-pustole attorno a bocca, naso e occhi, con risparmio della cute adiacente al bordo labiale, affine alla rosacea e frequente nelle giovani donne. Il principale fattore scatenante è l’uso di corticosteroidi topici sul volto, insieme ai cosmetici occlusivi. La diagnosi è clinica; la terapia si basa sulla sospensione dello steroide con preparazione al rimbalzo, su metronidazolo, acido azelaico o inibitori della calcineurina topici e, nelle forme estese, su tetracicline orali, sostituite da macrolidi nei bambini e in gravidanza.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

← Torna a tutte le notizie

Scrivici su WhatsApp