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Concorso SSM

Stipendio specializzando medicina: quanto si guadagna e come è fatto

14 Ottobre 2026 · admin

Stipendio specializzando medicina - stipendio medico specializzando

Lo stipendio specializzando medicina è fra le prime domande di chi prepara il concorso: durante la scuola di specializzazione si percepisce un compenso, ma non è uno stipendio da dipendente, e la sua composizione, la tassazione e le differenze fra scuole meritano un chiarimento. Qui trovi come è costruito il trattamento economico del contratto di formazione specialistica, quanto resta in tasca ogni mese e che cosa lo fa variare.

Che cos’è il contratto di formazione specialistica

Dopo la laurea abilitante in Medicina e Chirurgia e il concorso nazionale, chi viene assegnato a una scuola firma un contratto di formazione specialistica con l’università e la Regione. Non è un contratto di lavoro subordinato: è un contratto di formazione che prevede un trattamento economico annuo, la copertura previdenziale e assicurativa, l’obbligo di frequenza a tempo pieno e il divieto di attività lavorative incompatibili. La durata coincide con quella della scuola, in genere fra i quattro e i cinque anni, come spiegato nella pagina specializzazione in medicina: quanti anni. Il percorso per arrivarci è descritto in come entrare in specializzazione.

Stipendio specializzando medicina: le cifre

Il trattamento economico è regolato a livello nazionale ed è composto da una parte fissa, uguale per tutti, e da una parte variabile che cresce dopo i primi anni. In termini netti mensili, nei primi due anni il compenso si aggira intorno ai 1.700 euro; dal terzo anno in poi sale leggermente, fino a circa 1.850 euro netti al mese. Le cifre esatte di ogni anno sono fissate dal decreto che aggiorna il trattamento e vanno lette lì.

Il compenso ha natura di borsa di studio: nei primi anni le trattenute fiscali sono minime, mentre dal terzo anno scattano i contributi previdenziali. Non fa reddito ai fini IRPEF, un dettaglio che conta per chi deve dichiarare altri redditi o chiedere agevolazioni. Chi vuole un confronto con i numeri dell’altro percorso possibile dopo la laurea trova la tabella in SSM o MMG.

Tasse, ENPAM e trattenute

Dal terzo anno lo specializzando versa contributi previdenziali: una parte del compenso va alla pensione futura. Come ogni medico iscritto all’Ordine, inoltre, versa la Quota A dell’ENPAM, l’ente di previdenza dei medici, e la quota annuale dell’Ordine provinciale. A differenza di un lavoratore dipendente, non ha tredicesima né TFR. Nel conto mensile vanno considerate anche le tasse universitarie della scuola, che variano da ateneo ad ateneo e possono pesare da alcune centinaia a qualche migliaio di euro l’anno.

Che cosa fa variare il compenso

La parte fissa non cambia con la scuola o con la sede. Quello che cambia è il resto. L’anzianità: dal terzo anno la parte variabile aumenta. La scuola: alcune specializzazioni prevedono turni notturni e guardie che, dove la Regione o l’azienda li riconoscono, portano indennità aggiuntive. La sede: alcune Regioni finanziano contratti aggiuntivi o incentivi legati a un impegno lavorativo successivo nella struttura. Le attività compatibili: guardie mediche e sostituzioni di medici di famiglia sono le sole attività libero-professionali ammesse, e per molte scuole il tempo per svolgerle non c’è. L’impegno orario richiesto è descritto nella pagina sull’orario di lavoro dello specializzando.

Differenze fra le specializzazioni

Non tutte le scuole offrono le stesse possibilità economiche durante la formazione. Chirurgia, cardiologia e anestesia comportano più guardie e attività straordinarie, che dove sono retribuite alzano il netto; psichiatria o medicina interna hanno di solito meno occasioni di guadagno extra. Le differenze vere, però, arrivano dopo il diploma: l’indennità di esclusiva, le guardie e la libera professione cambiano molto da specialità a specialità.

Maternità e sospensioni

Gli impedimenti superiori a quaranta giorni lavorativi consecutivi, per maternità o malattia, sospendono il periodo di formazione con obbligo di recupero. Durante la sospensione spetta solo la parte fissa del trattamento, per un periodo complessivo massimo di un anno oltre la durata legale del corso. Il tema è approfondito nella pagina sulla gravidanza in specializzazione.

Dopo la specializzazione

Con il diploma le prospettive cambiano scala. Nel servizio pubblico un dirigente medico neoassunto parte da una retribuzione annua lorda intorno ai 50.000-70.000 euro, a cui si aggiungono guardie, indennità e libera professione intramuraria. Nel privato il guadagno dipende dalla specialità e dal volume di attività; la carriera universitaria offre un trattamento di base più contenuto, con possibilità di attività aggiuntive. Lo stipendio da specializzando va quindi letto per quello che è: un reddito di formazione, modesto rispetto all’impegno, ma stabile e coperto da tutele, che precede una carriera in crescita.

Domande frequenti

Lo stipendio dello specializzando fa reddito? No, ha natura di borsa di studio e non concorre al reddito IRPEF.

Si può lavorare durante la specializzazione? Solo con le attività compatibili previste dal contratto, cioè guardie mediche e sostituzioni di medici di medicina generale, nei limiti dell’impegno a tempo pieno.

Il compenso è uguale in tutta Italia? La parte fissa e quella variabile sono nazionali; cambiano tasse universitarie, incentivi regionali e indennità locali.

Esistono posti senza contratto? In alcune scuole sì: ammettono alla formazione senza trattamento economico, e il bando lo indica per ogni sede.

Prima dello stipendio, il concorso

Per arrivare a firmare il contratto serve una buona posizione in graduatoria SSM, e la posizione si costruisce sulla prova. Puoi allenarti sulle prove ufficiali commentate e sulle simulazioni della piattaforma Accademia Test Ammissione.

Articolo a cura della redazione di Specializzazione Medicina, il sito di Test Ammissione dedicato al Concorso Nazionale SSM, con simulazioni commentate, manuali e lezioni online.

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