Trisomia 13: sindrome di Patau per il concorso SSM
6 Ottobre 2026 · admin
La trisomia 13, chiamata anche sindrome di Patau, è un’aneuploidia autosomica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma 13 in più, completo o parziale. È la meno frequente fra le tre trisomie autosomiche compatibili con la nascita ed è quella con il quadro malformativo più grave, perché colpisce in modo precoce lo sviluppo della linea mediana del volto e del cervello. Per lo studente che prepara il Concorso SSM è un tema da conoscere con precisione, perché i suoi segni distintivi sono pochi, molto riconoscibili e frequentemente messi a confronto con quelli della trisomia 18 e della trisomia 21.
Che cos’è la trisomia 13
Dal punto di vista citogenetico la trisomia 13 si definisce come la presenza di tre copie del cromosoma 13 nelle cellule dell’organismo. Nella maggior parte dei casi si tratta di una trisomia libera, con cariotipo a 47 cromosomi, dovuta a un errore di non disgiunzione meiotica. A differenza della trisomia 18, però, una quota non trascurabile dei casi deriva da una traslocazione robertsoniana, perché il cromosoma 13 è un cromosoma acrocentrico e può fondersi con altri acrocentrici, in particolare il 14. Esistono infine forme a mosaico, con una linea cellulare normale accanto a quella trisomica, generalmente associate a un fenotipo più sfumato.
Il nome sindrome di Patau si deve al genetista che ne dimostrò l’origine cromosomica. Il quadro clinico era stato descritto in precedenza, ma è con l’avvento del cariotipo che è stato possibile ricondurlo a un’anomalia numerica del cromosoma 13.
Genetica e rischio di ricorrenza
Nelle forme libere il meccanismo è la non disgiunzione, in prevalenza di origine materna, con un rischio che cresce con l’età della madre come per tutte le trisomie libere. In questi casi il rischio di ricorrenza nelle gravidanze successive è basso e non giustifica di per sé un cariotipo dei genitori.
Le forme da traslocazione robertsoniana hanno invece un significato diverso. Possono essere insorte de novo oppure derivare da un genitore portatore di una traslocazione bilanciata, che è fenotipicamente sano ma produce gameti sbilanciati. In questo scenario il rischio di ricorrenza dipende dal tipo di traslocazione e dal sesso del genitore portatore, e la consulenza genetica deve includere il cariotipo di entrambi i genitori. Un caso particolare, spesso citato nei manuali, è la traslocazione robertsoniana fra due cromosomi 13 omologhi: un portatore di questa traslocazione non può generare figli con cariotipo normale per il cromosoma 13.
Dal punto di vista patogenetico l’eccesso di dosaggio dei geni del cromosoma 13 interferisce con la segnalazione che organizza la linea mediana durante l’embriogenesi. Questo spiega perché l’oloprosencefalia e le schisi facciali siano così caratteristiche della trisomia 13.
Quadro clinico della trisomia 13
Il quadro della trisomia 13 è dominato dalle malformazioni della linea mediana. L’anomalia più tipica è l’oloprosencefalia, cioè la mancata o incompleta divisione del prosencefalo nei due emisferi, che si accompagna a difetti del volto di gravità variabile: dalla semplice ipotelorismo fino alla ciclopia nelle forme estreme. Frequenti sono la labiopalatoschisi, spesso bilaterale, la microftalmia o anoftalmia, il coloboma dell’iride e le anomalie della retina.
Sul cuoio capelluto si osserva tipicamente l’aplasia cutis, un difetto cutaneo localizzato al vertice, segno molto suggestivo. Le mani presentano polidattilia postassiale, cioè un dito soprannumerario dal lato ulnare, e possono mostrare dita flesse; i piedi possono avere polidattilia e calcagno prominente. La microcefalia con fronte sfuggente completa il fenotipo craniofacciale.
Fra le malformazioni viscerali sono molto frequenti le cardiopatie congenite, in particolare difetti settali e dotto arterioso pervio, e le anomalie renali, fra cui i reni policistici. Nei maschi è comune il criptorchidismo, nelle femmine l’utero bicorne. Possono essere presenti onfalocele e altre anomalie della parete addominale. La disabilità intellettiva è profonda nei sopravvissuti, spesso accompagnata da crisi convulsive, sordità e apnee centrali.
In gravidanza si possono osservare polidramnios, ritardo di crescita intrauterino e anomalie ecografiche multiple.
Diagnosi prenatale e postnatale
Al test combinato del primo trimestre la trisomia 13 si associa ad aumento della translucenza nucale e a valori ridotti di free beta-hCG e PAPP-A, un profilo simile a quello della trisomia 18. L’ecografia è spesso molto informativa: oloprosencefalia, schisi facciali, polidattilia, cardiopatia, reni iperecogeni e ingranditi, onfalocele e frequenza cardiaca fetale elevata nel primo trimestre sono marcatori che indirizzano verso questa diagnosi.
Lo screening con DNA fetale libero su sangue materno è utile, ma un risultato positivo richiede sempre la conferma con una tecnica invasiva, villocentesi o amniocentesi, con analisi del cariotipo. Le metodiche rapide come FISH e QF-PCR danno una prima risposta, ma solo il cariotipo standard permette di distinguere la trisomia libera dalla traslocazione robertsoniana, informazione indispensabile per la consulenza.
Alla nascita il sospetto clinico si conferma con il cariotipo su sangue periferico. L’iter successivo comprende ecocardiogramma, ecografia cerebrale e addominale, valutazione oculistica e audiologica, per definire l’estensione del quadro malformativo.
Gestione e prognosi
Non esiste una terapia causale e la gestione è di supporto. Come per la trisomia 18, la prognosi della forma completa è molto severa, con una mortalità elevata nelle prime settimane e una sopravvivenza oltre il primo anno limitata a una minoranza dei casi. Le forme a mosaico possono avere una sopravvivenza molto più lunga e un fenotipo meno grave.
Il piano assistenziale va costruito con la famiglia, bilanciando gli interventi possibili con gli obiettivi di cura. Spesso si privilegia un approccio di cure palliative pediatriche, con attenzione al comfort, all’alimentazione, al controllo delle crisi convulsive e alla gestione delle apnee. In casi selezionati possono essere proposti interventi chirurgici, ad esempio sulla cardiopatia o sulla schisi, ma la decisione è individuale. Per il concorso il messaggio da ricordare è che la gestione è multidisciplinare e condivisa, non che esista un protocollo unico.
Un aspetto fondamentale riguarda la consulenza genetica dopo la nascita di un bambino con trisomia 13: se il cariotipo mostra una traslocazione, il cariotipo dei genitori è obbligatorio per stimare il rischio delle gravidanze future e per offrire diagnosi prenatale mirata.
Diagnosi differenziale
La prima diagnosi differenziale è con la trisomia 18, che condivide la gravità, il ritardo di crescita e le cardiopatie, ma che si distingue per le mani a pugno con dita sovrapposte, la micrognazia e l’assenza di oloprosencefalia e polidattilia come segni tipici. La sindrome di Down ha un quadro molto diverso, con ipotonia, profilo piatto, plica palmare unica e disabilità intellettiva meno grave.
Fra le condizioni non cromosomiche va ricordata la sindrome di Meckel-Gruber, autosomica recessiva, che associa encefalocele occipitale, reni policistici e polidattilia e può mimare la trisomia 13 all’ecografia prenatale. L’oloprosencefalia isolata può avere cause genetiche monogeniche o fattori ambientali come il diabete materno. Anche le sindromi con pseudotrisomia 13, in cui il fenotipo è simile ma il cariotipo è normale, entrano nel ragionamento. In tutti questi casi il cariotipo è l’esame che separa le forme cromosomiche dalle altre.
| Segno | Suggerisce |
|---|---|
| Oloprosencefalia, labiopalatoschisi, aplasia cutis | Trisomia 13 |
| Polidattilia postassiale | Trisomia 13 |
| Pugni chiusi con dita sovrapposte, micrognazia | Trisomia 18 |
| Ipotonia, plica palmare unica, profilo piatto | Trisomia 21 |
Errori tipici da evitare
L’errore più comune è attribuire la polidattilia alla trisomia 18 o le dita sovrapposte alla trisomia 13: è una confusione che costa punti in molte domande. Il secondo errore è dimenticare il ruolo delle traslocazioni robertsoniane, che nella trisomia 13 hanno un peso proporzionalmente maggiore rispetto alla trisomia 18 e che cambiano completamente la consulenza genetica.
Un terzo errore consiste nel considerare diagnostico lo screening sul DNA fetale libero, che invece richiede sempre conferma invasiva. Infine, alcuni candidati confondono l’oloprosencefalia con l’idrocefalo: la prima è un difetto di separazione degli emisferi, il secondo una dilatazione ventricolare da alterata dinamica liquorale, e i due quadri hanno significato completamente diverso.
Come cade la trisomia 13 al concorso
Al Concorso SSM la trisomia 13 si presenta tipicamente in un caso clinico neonatale con labiopalatoschisi, microftalmia, polidattilia postassiale, difetto cutaneo del vertice e soffio cardiaco: la domanda chiede la diagnosi o l’esame di conferma, che è il cariotipo. Un’altra formulazione parte da un’ecografia prenatale con oloprosencefalia e chiede quale aneuploidia sia più probabile.
Le domande più sottili riguardano la consulenza genetica: che cosa fare se il cariotipo del neonato rivela una traslocazione robertsoniana, e quale rischio di ricorrenza comporti una traslocazione 13;13 in un genitore. Per allenare questo tipo di ragionamento sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, che permettono di confrontare rapidamente i quadri delle tre trisomie.
In sintesi
La trisomia 13 è l’aneuploidia autosomica più grave fra quelle compatibili con la nascita. Nella maggior parte dei casi è libera e legata all’età materna, ma una quota deriva da traslocazione robertsoniana, che impone il cariotipo dei genitori. Il quadro tipico comprende oloprosencefalia, labiopalatoschisi, microftalmia, aplasia cutis, polidattilia postassiale, cardiopatie e reni policistici. Il test combinato mostra beta-hCG e PAPP-A ridotte, la conferma si ottiene con il cariotipo. La gestione è di supporto e condivisa con la famiglia. Per il concorso i punti chiave sono i segni distintivi rispetto alla trisomia 18 e alla trisomia 21 e il ruolo delle traslocazioni nella consulenza.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
