Punti bonus SSM: i 7 punti del curriculum, voce per voce
14 Ottobre 2026 · admin
I punti bonus SSM sono la quota di punteggio che si somma al risultato della prova scritta: al massimo 7, contro i 140 del test, per un totale di 147. Non sostituiscono lo studio, ma nelle fasce della graduatoria dove i candidati stanno a mezzo punto l’uno dall’altro spostano decine di posizioni. Questa guida spiega da dove arrivano, quanto vale ogni voce, chi ne resta fuori e che cosa bisogna fare perché vengano effettivamente attribuiti.
Punti bonus SSM: da dove arrivano i 7 punti
Il punteggio finale del concorso è la somma di due componenti. La prova a quiz vale fino a 140 punti: un punto per ogni risposta esatta, meno 0,25 per ogni errata, zero per le non date su 140 quesiti. Il curriculum universitario vale fino a 7 punti, divisi in tre voci: il voto di laurea (fino a 2 punti), la media ponderata degli esami (fino a 3 punti) e i titoli aggiuntivi, cioè tesi sperimentale e dottorato di ricerca (fino a 2 punti in tutto). Il quadro completo del calcolo è nella guida al punteggio CV SSM.
Sono punti che non si recuperano a ridosso del concorso, perché dipendono da un percorso già chiuso. L’unica cosa che si può ancora sbagliare, e che ogni anno qualcuno sbaglia, è non documentarli nei modi e nei tempi del bando.
Voto di laurea: fino a 2 punti
La scala è a gradini: 2 punti con 110 e lode, 1,5 con 110, 1 punto con 108 o 109, 0,5 da 105 a 107. Sotto il 105 la voce vale zero. Il gradino più caro è quello fra la lode e il 110 semplice, mezzo punto secco, che in una graduatoria affollata vale parecchie posizioni. È anche l’unico dato del curriculum che, quando leggi questa pagina, probabilmente non dipende più da te.
Media ponderata: fino a 3 punti
È la voce che pesa di più: 3 punti con media pari o superiore a 29,5; 2,5 da 29; 2 da 28,5; 1,5 da 28; 1 punto da 27,5; 0,5 da 27. Sotto il 27 non si prende nulla. Ponderata vuol dire che ogni voto conta in proporzione ai crediti: un 30 in un esame da 12 crediti sposta la media molto più di un 30 in uno da 3, e per questo due libretti simili possono finire in fasce diverse. Nella domanda la media va indicata arrotondata alla prima cifra decimale.
Per chi è ancora a metà corso questa è l’unica voce su cui si può lavorare, e vale la pena farlo con la calcolatrice in mano: fra una fascia e l’altra ballano sempre 0,5 punti, e la distanza da colmare a volte è di pochi decimi di media.
Tesi sperimentale e dottorato: fino a 2 punti
La tesi a carattere sperimentale vale 0,5 punti, ma solo se all’iscrizione si caricano il frontespizio e l’attestazione firmata dal relatore o dal presidente del corso di studi. È il mezzo punto che si perde più spesso, e si perde per un documento mancante, non per merito.
Il dottorato di ricerca in una disciplina medico-sanitaria vale 1,5 punti: è il titolo più pesante fra quelli aggiuntivi e riguarda una minoranza di candidati. Anche qui la regola è una: ciò che non si allega entro la scadenza non esiste, e dopo la chiusura delle iscrizioni nessun punteggio viene ricalcolato.
Chi non prende i punti bonus
Il bando esclude dall’attribuzione dei titoli i medici già specializzati, chi sta frequentando una scuola di specializzazione, i medici di medicina generale diplomati o iscritti al corso di formazione e i medici con contratto a tempo indeterminato in strutture pubbliche o private accreditate, che concorrono per i posti riservati. Per loro la posizione in graduatoria dipende solo dalla prova.
Quanto contano davvero in graduatoria
Sette punti su 147 sono meno del 5 per cento: chi spera che compensino una prova andata male si illude. Sono però l’equivalente di sette risposte esatte in più, e nelle zone dense della graduatoria SSM, quelle dove si decide l’ultimo contratto di una scuola ambita, bastano a scavalcare molti candidati.
In caso di parità di punteggio complessivo prevale chi ha ottenuto il punteggio più alto nella prova; a parità anche di quello, il candidato più giovane. I punti bonus quindi contano nella somma ma non nello spareggio. Per capire se i tuoi bastano per la scuola che vuoi, il riferimento non è una previsione ma le soglie degli anni scorsi: i punteggi minimi SSM di tutte le edizioni e quelli dell’ultimo concorso nei punteggi minimi SSM 2025.
Bonus del test o bonus del curriculum?
Le due espressioni circolano entrambe e indicano la stessa quota. I punti bonus del test SSM non si guadagnano rispondendo ai quesiti: nascono dal curriculum universitario e si sommano al punteggio della prova per formare il totale con cui si entra in graduatoria. La confusione nasce dal fatto che compaiono accanto al risultato del test nella pagina personale, come se ne facessero parte; in realtà sono due componenti distinte, una costruita negli anni di università e l’altra giocata il giorno della prova.
Dove si controllano e quando
I punti attribuiti sono consultabili nella propria area personale sul portale del concorso, insieme ai dati di carriera da cui derivano. Vanno verificati prima della chiusura delle domande: un dato mancante o non aggiornato si corregge in tempo utile solo in quella fase. Le regole di dettaglio, le date e i moduli dell’anno stanno nel bando pubblicato dal Ministero; i tempi delle ultime edizioni sono riassunti nella pagina sulla data del concorso SSM, e il meccanismo con cui la posizione diventa un posto è spiegato in come funzionano le scelte SSM.
E i 140 punti che restano
Con 7 punti fissati dal libretto e 140 in palio il giorno della prova, il tempo va investito sul test. Le prove ufficiali degli anni passati, commentate quesito per quesito, sono il materiale più vicino a quello che troverai: puoi allenarti sulla piattaforma Accademia Test Ammissione e seguire il metodo di come studiare per il test SSM.
Articolo a cura della redazione di Specializzazione Medicina, il sito di Test Ammissione dedicato al Concorso Nazionale SSM, con simulazioni commentate, manuali e lezioni online.
